LUGANO - La liquidazione che la città di Lugano corrisponderà al suo ex “city manager” è stata oggetto di forti discussioni in seno all’esecutivo. Contrariamente a quanto si era capito ieri, quando era giunta la notizia degli 800 mila franchi in cinque anni che Delorenzi riceverà, non c’è stata affatto l'unanimità.Anzi, trapela l’immagine di un Municipio spaccato, in cui il sindaco Marco Borradori, la sua vice Giovanna Masoni Brenni e il municipale Michele Bestini fossero contrari.«Non nascondo – ha confermato Borradori al Corriere del Ticino – che la discussione in Municipio è stata molto travagliata. L’aspetto umano ha però contato moltissimo. Non dimentichiamo che Delorenzi ha sempre e innegabilmente lavorato per il bene della Città che una decina di anni fa lo ha portato via al Cantone offrendogli mari e monti. Il rischio di una causa era alto se non avessimo accettato».Anche la cifra è stata oggetto di contrattazioni: la Città avrebbe proposto a Mauro Delorenzi una liquidazione complessiva di 600 mila franchi, e dopo il rilancio dell’ex city manager si sarebbe arrivati ai 780 mila franchi, frutto di due anni di malattia pagati, di due anni di congedo non pagato (con il versamento degli oneri sociali) e di un ultimo anno di stipendio, così da arrivare, con un addio a tappe, ai 60 anni di età dell’ex segretario.Anche un amareggiato Delorenzi, sempre dalle colonne del CdT, ha detto la sua sulla vicenda. «La fuga di notizie è una cosa che lede la dignità della mia persona. Anche perché io sono una persona malata, e lo sono per davvero. Spero solo di non dover pubblicare in internet i miei certificati medici. Si parla della liquidazione complessiva, di quasi 800 mila franchi, ma si dimentica di dire che, di questi, due anni riguardano il periodo di malattia, che sono dovuti per legge».Il contratto non è ancora stato firmato: quando ciò avverrà, la Città di Lugano potrà pubblicare il concorso per l’assunzione di un nuovo segretario comunale.