BELLINZONA – Al giorno d’oggi non ci si incontra più a casa degli amici per raccontarsi come sono andate le vacanze, vediamo già tutto su Facebook. Addio alle interminabili, e ogni tanto anche noiose, carrellate di diapositive farcite di racconti e aneddoti su posti più o meno esotici. Ieri però sembrava essere tornati indietro nel tempo, perché il viaggio da raccontare era particolare. Il consigliere nazionale Ignazio Cassis (PLR) e il giovane comunista Francesco Vitali hanno narrato i loro rispettivi viaggi in un “paese proibito”, la Corea del Nord. «Sembrava di essere entrati in un altro mondo», ha narrato Cassis davanti alla ventina di persone accorse alla conferenza, organizzata dal Partito comunista e moderata dal redattore del Mattinonline Mattia Sacchi.Non quindi un dibattito sulla bontà o meno di questo strano paese, quanto piuttosto il racconto e un confronto fra i due relatori. Cassis, recatosi nel paese alcuni anni or sono con una delegazione parlamentare, lasciava chiaramente trasparire uno spirito più critico rispetto al giovane comunista, che cercava invece di maggiormente contestualizzare le condizioni e la diversa cultura della Corea del Nord.[nggallery id=30 images=99]Non sono mancate le “diapositive”, le foto dei due rispettivi viaggi, che mostrano un paese dai forti contrasti, fra povertà e modernità, fra sfarzo e tensione con la Corea del Sud, con la quale il paese è ufficialmente ancora in guerra, anche se da tempo vige un armistizio.Cassis durante la serata ha anche rievocato quando l’allora ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, nel 2003, attraversò la linea di demarcazione fra le due Coree. Un atto che venne vissuto come un affronto – narra Cassis - «i diplomatici hanno sudato sette camicie per spiegare il suo gesto».