ZURIGO – I fatti risalgono allo scorso 2 febbraio, a Zurigo. Un certo signor Ladner ha appuntamento con un detective privato all’hotel Savoy, è la prima volta che i due si incontrano. L’incontro è stato fissato grazie ad una conoscenza in comune, tale Willhelm Dietl, un giornalista investigativo tedesco, a cui il detective aveva fornito dei dati bancari in cambio di 130 mila euro. Si parla di informazioni a proposito di titolari di conto presso la Gazprom-Bank, il detective sarebbe stato in possesso di dati tramite un esperto di sicurezza israeliano. In realtà questo signor Ladner altro non è che un agente infiltrato del Ministero pubblico della Confederazione, e al termine di quell’incontro per il detective 52enne scattano le manette. Verrà liberato sei settimane più tardi.La storia è stata raccontata dal “TagesAnzeiger”, secondo cui gli inquirenti elvetici erano sulle tracce di questo detective da qualche tempo, grazie ad una segnalazione partita da UBS. Il detective aveva lavorato per 16 anni come inquirente alle dipendenze della polizia di Zurigo, ed era conosciuto per i difficili dossier che aveva gestito. Ufficiosamente – si dice – lavorava anche con il Servizio di informazione della Confederazione, gli 007 svizzeri. Poi, fino al 2010, aveva lavorato per la divisione sicurezza di UBS.La perquisizione al domicilio del detective finito dietro le sbarre e l’analisi del suo computer e del suo telefono cellulare hanno permesso di scoprire che vendeva illegalmente dati bancari ai servizi segreti tedeschi.