CRONACA
Nuova Bellinzona: pochi oppositori, a corto di argomenti
I problemi da affrontare coinvolgono sempre più tutto il Bellinzonese, e non solo i singoli Comuni
GIUBIASCO - Finalmente qualche oppositore al progetto di aggregazione nel Bellinzonese esce allo scoperto. Dopo le serate di presentazione della scorsa primavera, organizzate in tutti i Comuni, martedì sera a Giubiasco un dibattito fra favorevoli e contrari all'ambizioso progetto in votazione nei 17 Comuni coinvolti il prossimo 18 ottobre.Fra i contrari Luca Buzzi, che ha evidenziato come aggregandosi si rischia di essere un po' meno democratici. Un semplice esempio, ora a Giubiasco ci vogliono circa 760 firme per lanciare un referendum, nella nuova città aggregata ce ne vorranno 3'000. Un dato sensibile per Buzzi, che a Bellinzona ha lanciato una quantità importante di referendum.«Si rischia di difendere la democrazia del nulla», gli ha fatto eco l'ex municipale giubiaschese Ivan Pau-Lessi, evidenziando come de facto attualmente i 17 Comuni si chinano solo su questioni più che altro amministrative. Un'aggregazione in realtà - ha spiegato - porterà ad un allargamento della democrazia, dato che tutto l'agglomerato potrà esprimersi su questioni ben più importanti.[nggallery id=38 images=99]Il camorinese Lauro Rotanzi, strenuo oppositore di qualsiasi aggregazione comunale, ha invece cercato di far leva sulla debolezza finanziaria della Nuova Bellinzona, cercando di smentire la possibilità di avere una maggior progettualità, come invece sostengono i favorevoli, alludendo anche alle promesse mancate dalle aggregazioni a Lugano.Seccato il sindaco di Giubiasco, uno dei promotori del progetto, e ormai da diverso tempo chino sul dossier. «Noi i calcoli li abbiamo fatti», ha sbottato Andrea Bersani. «Sappiamo quanti dipendenti avremo, quanti investimenti potremo fare, quale sarà il nostro gettito fiscale». Gli ha fatto eco Pau-Lessi, rimarcando la diversità di questo progetto rispetto all'esperienza luganese. Lugano - ha affermato - ha promesso un moltiplicatore più basso, ha tolto le tasse sui rifiuti dove c'erano, ha aumentato i servizi e ha subito una diminuzione del gettito delle società, non potendo quindi più mantenere le sue promesse. «Questo progetto ha delle basi solide, senza promesse mirabolanti».Da rimarcare anche l'intervento del municipale di Bellinzona Simone Gianini, presidente della Commissione regionale dei trasporti, che ha spiegato l'importante impatto che Alptransit avrà su tutta la regione, che deve quindi evitare di trovarsi impreparata.Gli oppositori al progetto in generale hanno mancato l'obiettivo, riuscendo ad evidenziare pressoché nessuna criticità del progetto, mentre i favorevoli, sulla scorta del voluminoso lavoro che ha portato alla votazione consultiva, hanno saputo meglio argomentare le loro tesi. Unanime la convinzione secondo cui i problemi da affrontare coinvolgono sempre più tutto il Bellinzonese, e non solo i singoli Comuni.
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