CRONACA
Germano Mattei, «l'uomo è l'unica specie in via di estinzione sulle montagne»
Il fondatore di Montagna Viva presenta l'Associazione "Svizzera per un territorio senza grandi predatori". «È facile essere animalisti senza problemi reali: i predatori lo sono, e io difendo gli uomini. Potrei fare un'istanza a Strasburgo»
BERNA - L'Associazione "Svizzera per un territorio senza grandi predatori" è stata fondata oggi a Berna. Quali co-presidenti della nuova organizzazione sono stati eletti i due deputati al Gran Consiglio: il vallesano Georges Schnydrig e il ticinese Germano Mattei, che ci ha parlato del progetto.
Che cosa si prefigge esattamente questa nuova associazione?
«È un'associazione mantello delle sezioni cantonali e regionali di tutta la Svizzera, con lo scopo di proteggere i territori contro i grandi predatori. Non intendiamo dire che si deve sparare, ma vogliamo sostenere gli allevatori e indirettamente l'economia da quello che sta diventando un grande problema. È un momento di emergenza in tutta la Svizzera».
Ha riscontrato interesse nel tema? Forse va più "di moda" essere animalisti...
«Purtroppo è visto come un argomento non di attualità, visto che in molti snobbano montagne e zone periferiche. Mi sono quasi visto costretto a divenire co-presidente poiché nessuno voleva prendere la presidenza. D'altronde, è periodo elettorale... Il problema ormai non è più proteggere il lupo o l'orso, ma l'uomo, che è l'unica specie in via di estinzione nelle zone montuose, ed anche quella produce il nostro cibo, soprattutto a chilometro zero. Senza la presenza umana, le valli morirebbero, e i territori sarebbero abbandonati. Essere animalisti senza essere confrontati con problematiche reali è facile, se penso che persino la ministra francese ecologista Ségolène Royal ha chiesto di fare qualcosa contro i lupi. Il mio pensiero va agli agricoltori che sono toccati dal tema, ho visto persone disperate, che hanno trovato le proprie bestie, a cui hanno dedicato una vita intera, mutilate e sbranate in modo orribile. Non è umanamente accettabile, non solo politicamente e eticamente».
In concreto, se non volete sparare ai predatori, come volete agire?
«La colpa non è del lupo, che risponde al suo istinto. Lo spazio è troppo antropizzato, e di fronte al pericolo io, scusatemi, ma difendo l'uomo. Ci vuole un sistema che combatta il problema, la nostra associazione mira ad affrontare una discussione più ampia per la sicurezza. L'Amministrazione federale deve attuare senza remore le decisioni prese del Parlamento, cosa che non avviene. Vorrei presentare un'istanza alla Corte dei Diritti umani di Strasburgo per proteggere l'uomo, che, ripeto, è l'unica specie in via di estinzione nelle montagne. La Convenzione di Berna (i cui scopi sono la conservazione della flora e della fauna spontanea ed i relativi habitat, la promozione della cooperazione tra gli stati, il monitoraggio delle specie in pericolo e vulnerabili e l'assistenza su problemi legali e scientifici, ndr) va ridiscussa, dopo 25 anni non è più attuale».
Cosa pensa la Protezione Animali? E i partiti? Volendo lanciare una provocazione, dato che il PPD desidera aiutare la montagna, potrebbe fare qualcosa per sostenervi...
«Sulla Protezione animali non saprei. Credo proprio che la maggior parte dei deputati sia d'accordo con noi, e non penso che i partiti sarebbero contrari. Per quanto concerne il PPD, come il PLR quattro anni fa, dice ciò che affermiamo noi di Montagna Viva, solo che non c'è il coraggio di ammetterlo. In ogni caso, il discorso relativo alle montagne si allarga ed è una nostra grande vittoria».
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