CRONACA
Una casa a Bellinzona, un lavoro a Zurigo?
Arriva Alptransit, cosa cambierà nel Bellinzonese. Ratti: «si sarebbero dovuti anticipare gli effetti»
BELLINZONA - Solo un’ora e 35 minuti per andare a Zurigo: questi i nuovi tempi di percorrenza in treno grazie alla galleria di base del San Gottardo. Con la messa in esercizio di questa nuova linea, il Bellinzonese conta di ritrovare quella “centralità geografica” chiave di volta per cogliere le opportunità future. La Nuova Bellinzona non vuole lasciarsi sfuggire questa occasione: «il nuovo Comune intende farsi parte attiva per la realizzazione dei progetti strategici fondamentali per lo sviluppo della regione», si legge nel rapporto conclusivo del gruppo di studio.Sarà più facile, ad esempio, promuovere il turismo. Dalla Svizzera interna potranno giungere molte più persone per ammirare i castelli, frequentare il mercato, o per una passeggiata nel verde. Sarà anche più semplice promuovere le attività legate alla “scienza della vita”, catalizzate dalla presenza dell’istituto di biomedicina. Ma i vantaggi non sono solo per chi viene da Oltralpe, anzi, anche per i residenti sarà possibile spostarsi verso Nord con più facilità e velocità. Si può addirittura immaginare di abitare nel Bellinzonese e lavorare a Lucerna, a Zugo o a Zurigo.
Pianificare gli insediamenti
Secondo il professor Remigio Ratti, che da anni segue da vicino lo sviluppo di Alptransit, l’effetto positivo di maggior rilievo è legato alla pressione insediativa, «la Capitale diverrà più attrattiva e deve perciò pianificare nel migliore dei modi il suo sviluppo, così che vengano conservate le sue caratteristiche». Una particolare attenzione va quindi presta-ta non solo ai vari progetti sul tavolo, ma anche al territorio, che proprio grazie all’aggregazione potrebbe venir meglio gestito. L’aumento degli insediamenti potrebbe infatti anche avere un risvolto negativo, si rischia «che le aree privilegiate vengano prese da insediamenti che possono permettersi di pagare affitti alti, causando così un rigetto di abitanti verso la periferia». Un rischio da non sottovalutare, dato che - secondo Ratti - al momento «Comuni e privati si stanno muovendo in modo non coordinato».
Distanza “metropolitana”
Quando si parla di Alptransit però non si intende solo la galleria del San Gottardo, ma anche quella del Monte Ceneri, «che farà sì che ci sia una distanza “metropolitana” fra Lugano, Locarno e Bellinzona», ricorda Ratti. Da Bellinzona in soli 16 minuti si arriverà a Lugano. «Avremo tre agglomerati uniti come se fossero un’unica città, con i conseguenti aspetti positivi e negativi: ciascuno dovrà conservare le proprie specificità, con una visione e un dialogo che permetta-no di non essere solo in concorrenza. Ciascun centro attirerà gente per qualcosa di diverso».E se negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un concentramento delle strutture nel Luganese – si pensi al Cardio-centro, inizialmente previsto a Bellinzona, o all’Istituto ricerche economiche, trasferito da Bellinzona a Lugano, solo per fare due esempi – in futuro il trend potrebbe invertirsi. «Si assiste a un fenomeno di “troppo pieno” nel Sottoceneri, che potrà influire sulla Nuova Bellinzona», ritiene Ratti. Ma non si deve soltanto pensare ad uno spostamento di attività al di là o al di qua del Ceneri, «la Nuova Bellinzona ha possibilità e progettualità in corso, penso ad esempio alla zona compresa fra Giubiasco e Bellinzona, grazie ad un accordo con l’Accademia di Mendrisio». E conclude, «adesso si deve passare a una progettualità che sia politica».Articolo tratto da
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