Quando si parla di Alptransit però non si intende solo la galleria del San Gottardo, ma anche quella del Monte Ceneri, «che farà sì che ci sia una distanza “metropolitana” fra Lugano, Locarno e Bellinzona», ricorda Ratti. Da Bellinzona in soli 16 minuti si arriverà a Lugano. «Avremo tre agglomerati uniti come se fossero un’unica città, con i conseguenti aspetti positivi e negativi: ciascuno dovrà conservare le proprie specificità, con una visione e un dialogo che permetta-no di non essere solo in concorrenza. Ciascun centro attirerà gente per qualcosa di diverso».E se negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un concentramento delle strutture nel Luganese – si pensi al Cardio-centro, inizialmente previsto a Bellinzona, o all’Istituto ricerche economiche, trasferito da Bellinzona a Lugano, solo per fare due esempi – in futuro il trend potrebbe invertirsi. «Si assiste a un fenomeno di “troppo pieno” nel Sottoceneri, che potrà influire sulla Nuova Bellinzona», ritiene Ratti. Ma non si deve soltanto pensare ad uno spostamento di attività al di là o al di qua del Ceneri, «la Nuova Bellinzona ha possibilità e progettualità in corso, penso ad esempio alla zona compresa fra Giubiasco e Bellinzona, grazie ad un accordo con l’Accademia di Mendrisio». E conclude, «adesso si deve passare a una progettualità che sia politica».Articolo tratto da