CRONACA
Alice Croce Mattei, un sì per avere più potere contrattuale
La candidata PPD è a favore dell'aggregazione del Bellinzonese. «Le procedure molto lunghe fanno sì che per esempio Lugano possa batterci sui tempi in alcuni temi. Non ci deve essere comunque rivalità. I benefici si vedranno in 15-20 anni».
BELLINZONA - Altro parere di una candidata al Consiglio nazionale della zona interessata della possibile aggregazione di Bellinzona, e un altro sì. È quello di Alice Croce Mattei, in corsa per il PPD.Non ignora, però, che all'inizio non sarà tutto rose e fiori. «Mi rendo conto che nel breve periodo, cioè domani e dopo domani, può portare a qualche cambiamento, e penso in particolare ai dipendenti dei vari Comuni che magari si vedranno leggermente modificato lavoro e sede, anche se stando allo studio, di cui mi fido, non vi saranno licenziamenti. Però trovo che l'aggregazione sia soprattutto un'occasione per gli anni futuri, nell'ottica di almeno 10-20 anni può portare solo dei vantaggi».
Quali vantaggi? Ci elenca le motivazioni che la spingeranno a votare sì?
«L'aggregazione è l'unico modo per poter portare avanti qualche progetto un po' più ambizioso. C'è in ballo, per esempio, la pianificazione ospedaliera: la situazione attuale non favorisce l'insediamento di un ospedale importante nel Bellinzonese. Ci sono anche le varie sfide legate all'Alptransit e i benefici che questo investimento può portare: sono necessarie una pianificazione del territorio e una gestione delle risorse d'insieme, serve un lavoro di squadra».
Vede anche dei punti sfavorevoli sul lungo termine?
«Da abitante della vecchia Bellinzona non ne vedo, per noi cambierà poco, per i Comuni limitrofi c'è la questione della prossimità. Adesso c'è una prossimità facile anche con l'amministrazione e la politica, e questo parzialmente verrà meno: difficilmente in Municipio saranno rappresentati tutti i Comuni e non tutti i servizi dell'amministrazione saranno a pochi passi da casa. Mettendo sulla bilancia, i benefici sono comunque maggiori.
L'aggregazione aiuterà Bellinzona ad avere maggiore voce in capitolo nel campo politico?
«Sicuramente. Rispetto ai grandi investimenti, per esempio avremo un potere contrattuale diverso col Cantone. Dipendiamo troppo dalla perequazione, come sottolinea il sindaco Branda, non riusciamo a stare in piedi da soli e questo ci indebolisce. Un Comune stabile e forte finanziariamente ha più forza. E le decisioni potrebbero essere prese in modo più snello. Se occorre passare da 17 Consigli comunali, le procedure sono molto lunghe, mentre a Lugano quando si deve decidere un investimento per l'università o per l'ospedale sono molto più rapidi, e ci possono quindi anche anticipare sui tempi».
Ora che c'è il LAC, poter competere assume un'importanza ancora maggiore, se Bellinzona vuol restare centrale nel Ticino, concorda
?«È giusto che ci sia un polo importante nel Sopraceneri, ma non deve esserci per forza una rivalità. Il LAC è qualcosa di importantissimo che ha fatto Lugano, ma è per tutto il Cantone. Apprezzo però quanto sta facendo il Teatro Sociale, cercando nel suo piccolo la sua identità».
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