CRONACA
Adria, si va verso il fallimento. «Fregata tanta gente mentre qualcuno si comprava lo yacht»
Ieri i sindacati, in accordo con i dipendenti, hanno presentato istanza di fallimento senza preventiva esecuzione presso la pretura di Lugano.

LUGANO - Finisce qui la corsa di Adria Costruzioni. Ieri i rappresentanti dei sindacati OVST e Unia hanno presentato un’istanza di fallimento senza preventiva esecuzione alla Pretura di Lugano. La mossa è stata concordata con l'assemblea dei lavoratori svoltasi ieri mattina, che ha approvato all'unanimità l'ipotesi del fallimento. Con un dirigente in carcere e un altro latitante, al centro di inchieste, la Adria ha ricevuto precetti esecutivi per un totale di 1,8 milioni di franchi, e i debiti ammontano a 437mila franchi con la cassa cantonale di compensazione (Avs) e per oltre 412mila con il Cantone. Probabilmente, in ogni caso, non sono ancora tutti. Presumibilmente, fornitori, artigiani e imprenditori resteranno con nulla, così come la settantina di dipendenti, con cui cesserà immediatamente il rapporto di lavoro. I sindacati si impegneranno a inviare i curriculum vitae alla Società impresari e costruttori, sezione Ticino, e tramite la cassa d'insolvenza entro dicembre dovrebbe essere recuperato il 60% degli arretrati salariali, mentre il restante 40% sarà incassato a febbraio. «Adria ha fregato un sacco di persone in Ticino – ha sintetizzato, con amarezza, Dario Cadenazzi, responsabile del settore edilizia per Unia – La ditta ha tirato a campare pur volendo fare i soldi subito alla faccia dei lavoratori. Ora siamo alla fine di una storia che ha lasciato tanta gente in difficoltà mentre l’amministratore delegato si è comprato uno yacht in Italia».

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