CHIASSO - Proseguono a ritmo serrato le indagini per il delitto di via Odescalchi, condotte dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti.Uno degli uomini in carcere, il 29enne kosovaro si è ieri professato innocente: la serata, nei suo piani, doveva svolgersi in modo totalmente diverso da quanto poi successo. Il lunedì precedente, infatti, era avvenuta una lita in discoteca con un gruppo di albanesi, e un messaggio di un altro degli arrestati, il 26enne svizzero-kosovaro, gli chiedeva di trovarsi in via Ciani a Lugano per un regolamento di conti. Una volta giunto sul posto, gli è stato detto che non vi sarebbe stata alcuna rissa, ma che il gruppo avrebbe trascorso una serata di divertimento al Maxim di Chiasso, il locale poco distante da cui è avvenuto poi l'omicidio del 35enne portoghese.Il 29enne si sarebbe quindi, secondo la sua versione, trovato sul luogo della sparatoria con sua totale sorpresa.Nel frattempo, dove è morto l'uomo sono stati trovati cinque bossoli di proiettile, e si lavora per capire chi e quando li ha sparati. Le ricostruzioni attuali parlano di un colpo partito e non andato a segno sparato proprio dalla vittima, mentre veniva aggredito dal 26enne italo-brasiliano. A questo punto, sarebbe intervenuto il 26enne svizzero-kosovaro, sparando. Rimangono due colpi, quelli decisivi, esplosi quando la vittima era ormai a terra. Potrebbero essere partiti proprio dal portoghese prima di morire. Poco lontano dal luogo è stata trovata, sotto un'auto, una pistola.Le versioni degli indagati, comunque, ad oggi divergono, e si continua a indagare per fare chiarezza.