un referendum per quanto concerne il rapporto fra pubblico e privato. Prima di tutto, però, presenterà un rapporto di minoranza, sostenuto probabilmente dai socialisti.Per prima cosa, si è giunti a un compromesso che salverà gli ospedali delle valli, in particolare quelli di Acquarossa e Faido. Anziché degli istituti di cura a carico dei Comuni, verranno creati dei reparti acuti di minor intensità (AMI), in cui saranno collocati i pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere ma che non possono ancora tornare a casa. È grazie agli AMI che verranno mantenuti gli ospedali nella valli.«Un’altra questione centrale è la modifica della LEOC, nella quale definiamo dei paletti ben precisi nell’ambito dello sviluppo di eventuali partenariati con le cliniche private, Santa Chiara e Sant’Anna», ha spiegato Caprara al Corriere del Ticino. Un punto compromesso, questo, su cui Pronzini non è d'accordo: il privato, che costituisce il 40% dell'offerta sanitaria, le cui prestazioni sono pagate per il 55% dalla LaMal pubblica. Infine, vi è il nodo dell'attribuzione di specialità. Nell'arco dei prossimi due anni - ha affermato Caprara - bisognerà capire a chi assegnare quale specialità, basandosi sul criterio del maggior numero di casi trattati. Si va verso, dunque, «una nuova impostazione strategica, chi fa cosa, e dall’altra i criteri secondo i quali attribuire i mandati. Per fare questo è necessario però definire prima quanti centri si vogliono in Ticino e la casistica. La qualità delle cure dipende da quanti casi si trattano».Ad Acquarossa, però, nonostante il mantenimento dell'ospedale, non sono soddisfatti e si lamentano di non essere stati coinvolti nelle decisioni. «L’ospedale di Acquarossa possa mantenere lo stesso livello di prestazioni e di posti di lavoro attuali, in particolar modo si chiede, oltre al reparto di medicina, che venga mantenuto il reparto di geriatria acuta che si è sviluppato negli ultimi anni ed è diventato un piccolo centro di competenza molto apprezzato anche dall’EOC», ribadiscono i tre sindaci, parlando di un clima non positivo fra un personale ospedaliero preoccupato e le 5’948 persone che, dopo aver firmato una petizione consegnata il 30 aprile 2014, vogliono chiarezza. Secondo quanto emerso dal messaggio firmato ieri, al nosocomio di Acquarossa al posto della riabilitazione vi sarebbero 30 posti AMI e rimarrebbero i reparti di medicina generale e il pronto soccorso.