CRONACA
Ligornetto, quella chiusura che non piace a nessuno
Chiuso il centro storico dalle 5 alle 8 e dalle 16.30 alle 19.30: i frontalieri dovranno cercare vie alternative, e questa mattina era già caos sulle strade. Anche i residenti protestano
STABIO - A Stabio, questa mattina, la consueta colonna di auto era più lunga del solito. Il traffico andava avanti a singhiozzo, mentre chi è in attesa è già esasperato. La colonna alle 5 arrivava già a Viggiù, si parla di quaranta minuti per percorrere il tratto da San Pietro a Stabio Centro.Che cosa sta succedendo? Da questa mattina, e per il prossimo anno, il centro storico di Ligornetto sarà chiuso al transito dei non residenti (potranno passare anche biciclette, ciclomotori e fornitori) dalle 5.00 alle 8.00 e dalle 16.30 alle 19.30. Bloccato al traffico il passaggio a valle del valico di Clivio Bellavista, per una zona già fortemente trafficata, in particolar modo un problema per i frontalieri che in quelle ore si recano al lavoro in Ticino. Ma anche ovviamente per i residenti.I frontalieri potranno passare da Stabio, entrando in Svizzera anche da Clivio, entrare da Gaggiolo oppure allungare la strada di chilometri e transitare da Saltrio-Arzo. Il sindaco di Clivio non nasconde la sua rabbia. «Loro preservano il centro storico da cui passano circa 5 mila auto al giorno. D’altro canto noi non possiamo farlo, altrimenti da dove passano i nostri lavoratori?», ha dichiarato sconsolata Ida Petrillo a Infoinsubria. Del tema si era interessata anche l'eurodeputata Lara Comi, intravvedendo nella chiusura della strada una violazione della libera circolazione.La scelta non fa felici neppure i residenti di Ligornetto. Chi abita nelle zone chiuse è stato dotato di un pass, ma chi vive in quelle limitrofe si sente discriminato. Inoltre, «per raggiungere il capoluogo, gli altri quartieri o il posto di lavoro non potremo attraversare il centro ma dovremo aggirarlo imboccando poi la Superstrada già trafficata d’abitudine. Ci troveremo incolonnati come tutti gli ‘esterni’. E questo non lo riteniamo giusto: in fondo paghiamo le tasse al pari degli altri cittadini», spiega la prima firmataria di una petizione inoltrata al Municipio, Alesia Fontana.La paura è anche che chi si reca nella zona da Mendrisio, Rancate o Riva San Vitale possa scegliere altre destinazioni per evitare il traffico, mentre a Genestrerio, Rancate e Arzo temono l'invasione di auto frontaliere.
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