. «Come ho già avuto modo di chiarire, voterò affinché si ritorni a rispettare quella formula magica che negli anni ha garantito stabilità politica alla Svizzera, rispettando la reale rappresentatività di ogni partito», dice chiaro e tondo il liberalradicale.«Lo studio dell’IRE sulla situazione del mercato del lavoro in Ticino ha scatenato l’ennesima polemica cantonticinese», dichiara ancora Merlini, tornando al di qua delle Alpi. «Per quanto mi concerne, sto leggendo con molta attenzione quanto è stato prodotto dai ricercatori, poiché ai politici tocca commentare con conoscenza di causa questo genere di rapporti. Si può discutere dell’apparato teorico, degli indicatori utilizzati e della lettura di alcune cifre e percentuali, trovo tuttavia controproducente e isterico scagliarsi contro un istituto di ricerca solo perché le conclusioni del suo studio non rispecchiano le aspettative e i pregiudizi di certi ambienti politici. Le conclusioni scientifiche semmai si possono sempre rimettere in discussione con altre ricerche e nuovi dati a supporto. Chiedere la chiusura dell’Istituto e censurare il lavoro dei ricercatori è invece qualcosa di pericolosamente intollerante». Un plauso dal consigliere nazionale anche alle aggregazioni in Riviera e nel Bellinzonese, «il risultato è stato sorprendente». E aggiunge, «al di là degli scenari aggregativi che prenderanno concretamente forma, un dato è certo: la capitale sarà sempre più capitale e guadagnerà in forza, autonomia e progettualità. Il Locarnese è avvisato... ». Merlini conclude con uno sguardo al ballottaggio per il Consiglio degli Stati, ovviamente sostenendo l’uscente