CRONACA
Salvi gli alberi di viale Cattaneo. Foletti, «un'opportunità irripetibile»
Il municipale di Lugano risponde a Carlo Zoppi: «Non dobbiamo chiedere crediti al consiglio comunale, perché vogliamo che siano i privati a finanziare il tutto. La polemica è uscita per gli alberi». Oggi è partita la documentazione per la FIA
LUGANO - Da questo pomeriggio, il Gran Premio di Formula E a Lugano non è più un'idea ma un progetto. Nella riunione dell'Esecutivo è stata infatti fatta partire la documentazione ufficiale per la FIA. Intanto, gli alberi di viale Cattaneo sono salvi.È il municipale
Michele Foletti
a spiegarci la situazione, rispondendo anche alle accuse di poca trasparenza lanciate da Carlo Zoppi qualche ora fa. «Al 30 luglio avevamo presentato a potenziali sponsor e ai capigruppo in Consiglio comunale oltre che a varie personalità della città i passi che dovevamo ancora compiere, quindi sottoscrivere la lettera d'intenti con la Formula e i promotori dell'evento, studiare con loro un circuito e preparare la documentazione da inoltrare attraverso Sport Auto Ticino, ovvero l'emanazione sportiva della Federazione dell'Automobile in Svizzera. È tutto pronto e sono state prese le decisioni sul circuito, dunque è partita! Mancano le sponsorizzazioni entro il 30 novembre».
Cosa avete deciso in merito agli alberi che avevano scatenato tante polemiche?
«Fino ad oggi non erano state prese decisioni sul circuito: oggi abbiamo scelto, come prevedibile, di salvaguardare viale Cattaneo, spostando la partenza su via Serafino Balestra. Gli alberi restano dunque dove sono e il marciapiede non viene toccato. Da ciò che ho capito della petizione, che ho letto velocemente, le maggiori opposizioni erano per questo: mi dispiace comunque che si lanci una petizione senza neppure conoscere le decisioni. In Municipio siedono sette persone non sprovvedute, e sensibili al problema di viale Cattaneo. Dal punto di vista sportivo la soluzione migliore era la prima, ma ci auguriamo che la FIA accetti la soluzione di compromesso».
Carlo Zoppi, nell'intervista di questa mattina, affermava che non avevate mai coinvolto il Consiglio comunale e la città in generale, è vero e ora farete qualcosa?
«Non è ancora un progetto, per diventarlo mancano diversi tasselli. Sicuramente andremo nei prossimi giorni in Consiglio comunale, il sindaco avrà un incontro coi capigruppo per vedere come coinvolgere il legislativo, ma desiderando che siano privati a pagare anche eventuali modifiche stradali, non dobbiamo chiedere loro un credito ma dovremo trovare in che modo coinvolgerli».
Se c'erano delle perplessità in merito al progetto, però, potevano essere espresse prima, concorda?
«La polemica è uscita perché è stata fatta trapelare da qualcuno la problematica relativa a viale Cattaneo. In ogni progetto ci sono i favorevoli e i contrari, e in politica ognuno gioca con i mezzi che ritiene opportuno. La petizione una manovra politica? È possibile, perché la questione di viale Cattaneo la sapevamo solo noi municipali, qualcuno ha fatto uscire la notizia, ma purtroppo capita abbastanza spesso... . Ora attendiamo la decisione della FIA o che ci faccia ulteriori domande, intanto valutiamo cosa andrà fatto per la mobilità degli spettatori, eccetera, come per tutte le grandi manifestazioni».
Dalle vostre parole sembra essere un "ora o mai più": se il Gran Premio non si farà nel 2016 non si farà mai, è così? Siete ottimisti?
«È un'opportunità irripetibile per la città di Lugano, ci siamo trovati al posto giusto e al momento giusto, con un'esclusiva per il 2016 a livello svizzero. Ci sono città come New York o Montreal in lista d'attesa per il 2017, se non dovessimo riuscire a farcela entro il 2016 la concorrenza diventerebbe probabilmente troppo grande per noi. Ora o mai più, penso proprio, dunque».
A che punto siete con la raccolta degli sponsor?
«Entro il 30 novembre, oltre alla risposta della FIA, ci servono i soldi. L'aspetto è trattato dal sindaco e dal signor Mazza, e mi dicono che siamo più o meno a metà strada. Abbiamo visto che diventa più facile quando le notizie sono positive, quando sono venuti gli ispettori della FIA gli sponsor hanno capito che l'idea diventava concreta e dunque è stato più facile convincerli. Ora è partita la domanda, e credo che da parte degli sponsor si avverta più concretezza».
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