CRONACA
Carobbio, «ora è tutto nelle mani dell'UDC. Un ticinese? Realisticamente è molto difficile»
La Consigliera Nazionale PS Marina Carobbio parla di Eveline Widmer-Schlumpf e di chi dovrà sostituirla. «La giudico una persona competente che è stata messa molto sotto pressione. Per noi ci sono dei punti imprescindibili per chi si candiderà»
BELLINZONA - Le dimissioni di Eveline Widmer-Schlumpf continuano ad essere il tema centrale delle notizie odierne.Ad un certo punto, per la successione della ministra, la cui rielezione non era comunque scontata anche in caso di candidatura, contrariamente a quanto affermato dal presidente del suo partito, si era parlato di un candidato ticinese. Filippo Lombardi ha più volte smentito le ipotesi che portavano a lui nei mesi scorsi, e con chiarezza lo ha fatto ancora una volta ieri ai microfoni della RSI.Ne abbiamo parlato con Marina Carobbio, candidata nel 2011 a succedere a Micheline Calmy-Rey (fu poi eletto Alain Berset).
Si aspettava la scelta di Widmer-Schlumpf e come giudica il suo operato?
«Prendiamo atto del fatto che abbia deciso di non ricandidarsi. La valuto come una persona molto competente, eletta nelle fila dell'UDC che poi non l'ha più voluta. Rappresenta quindi un fronte di centro-destra. È competente ed è stata in grado di portare avanti un senso di collegialità e di cercare il dialogo su temi difficili. Le sue dimissioni erano nell'aria, si sapeva, semmai era il momento a non essere noto».
Possibile che, rischiando di non essere rieletta, abbia scelto di ritirarsi?
«Ha affermato che aveva valutato la decisione nei mesi precedenti con la sua famiglia, è indubbio che sia stata messa molto sotto pressione in questi anni, avendo anche dei dossier complessi».
C'è qualche possibilità di avere un ticinese in Consiglio Federale?
«Penso che realisticamente sia molto difficile. La palla è passata nelle mani dell'UDC, visto che a quanto pare il centro non vuole presentare nessun candidato. Mi auguro che l'UDC scelga persone che garantiscano lo Stato di diritto, non mettano in discussione la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e il diritto d'asilo, dei punti centrali per noi: li valuteremo in base a questo».
Qualcuno affermava che, in caso fosse stato rieletto Rusconi al Nazionale, il suo potesse essere eventualmente un nome papabile.
«È inutile discutere su delle ipotesi, tocca a loro decidere. Servono però i criteri che ho citato. Se così sarà, avremo una maggioranza di centro-destra».
Forse i partiti di centro, non presentando candidati, assecondano i risultati delle urne, dove ha vinto il centro-destra.
«Si potrebbe aprire un lungo discorso sul fatto che non deve esserci una concordanza solo aritmetica, ma sui contenuti, per cui di nuovo ripeto i punti centrali elencati prima, che devono valere per tutti al di là dell'appartenenza politica. Li sottoporremo agli eventuali candidati durante le audizioni».
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