CRONACA
I politici del domani, le tecnologie e quei temi forse più comprensibili
Si apre questa sera la Conferenza dei Parlamenti Giovanili, e con il collaboratore Giorgio Tresoldi abbiamo cercato di capire come mai negli ultimi anni sempre più giovani si sono avvicinati alla politica, con un'apertura anche dei partiti
BELLINZONA - Le giovani leve e la politica, un rapporto intenso. Inizia oggi l’annuale Conferenza dei Parlamenti Giovanili, che festeggerà nell'occasione anche il 20° anniversario.Questa sera ci sarà l'apertura, i lavori inizieranno domani, con una serie di workshop su diversi temi, per esempio come moderare un dibattito, come relazionarsi con la stampa, e con una decina di dibattiti al pomeriggio, su argomenti caldi della politica svizzera, dal raddoppio del Gottardo all'asilo. In serata si celebrerà il ventennale, domenica mattina sono previste escursioni in giro per il Ticino e al pomeriggio vi sarà il plenum. Chiunque può iscriversi, se è membro di un Parlamento dei giovani svizzero o del Liechtestein. «È una manifestazione per giovani che si interessano già di politica», spiega
Giorgio Tresoldi
, 21enne collaboratore del progetto. "È un'occasione pressoché unica per scambiare esperienze e opinioni con ragazzi che vengono da tutta la Svizzera»
La politica era considerata quasi una cosa per "vecchi", negli ultimi anni più giovani si interessano, concorda?
«Ce n'è un buon numero, facciamo in modo che siano sempre di più. Negli ultimi anni si è sviluppata anche da parte de partiti verso i più giovani. Il perché andrebbe chiesto agli "adulti"... . Forse con l'arrivo delle tecnologie ci si rende conto che anche i ragazzi hanno qualcosa da insegnare e da trasmettere».
Una volta un giovane faticava a emergere, ora è più semplice venir buttati nella mischia, vero?
«Secondo me è positivo, permette di fare esperienza».
L'insegnamento scolastico si è magari orientato maggiormente sulla civica e sull'attualità, aiutando questo processo di interessamento dei più giovani?
«Non penso che sia legato alla scuola. Anzi personalmente trovo che per quanto concerne il programma di civica c'è ancora molto da fare. Piuttosto sono i siti come il vostro che fanno sì che i ragazzi, sempre connessi a internet, li porti a interessarsi di più alla politica».
Chi aderisce a iniziative come la vostra desidera svolgere politica attiva, ambendo anche a ruoli importanti, o c'è anche chi lo fa per informarsi e capire meglio i meccanismi?
«Sicuramente c'è una parte di partecipanti che ha quest'obiettivo, alcuni invece lo fanno ora senza avere ambizioni particolari. Una buona parte comunque se è attiva ora lo rimarrà anche in futuro».
Avendo più giovani attivi e interessati, osserva magari in questa generazione un maggior amore per il proprio paese rispetto a quella precedente?
«Non saprei, certamente negli ultimi anni il tema degli stranieri e dell'identità nazionale è abbastanza al centro dell'azione politica, gioca un ruolo importante».
Forse il fatto che gli argomenti anche delle ultime campagne siano stati abbastanza comprensibili ha aiutato a coinvolgere.
«Penso che la politica, se vuole raccogliere voti e interesse, non può usare paroloni su temi complicati ma deve abbassare il livello della discussione: non è per forza positivo, però coinvolge più gente e dunque anche i giovani. Il tema che interessa di più? Non ce n'è uno in particolare, ognuno è diverso e ha i suoi interessi. Iniziative come la nostra è di mettere in contatto in un ambiente informale i politici, per dialogare e potersi formare un'opinione».
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