), deputata al Gran Consiglio e attiva sia professionalmente sia a titolo personale nell’ambito della migrazione, da Claire Fischer e da Pablo Gianinazzi, ha seguito da lontano il percorso del camion e ha potuto osservare la situazione su alcuni punti di passaggi dei migranti.Il piccolo team ticinese ha potuto rendersi conto della situazione in corso da giovedì 29 a sabato 31 sul punto di passaggio tra la Serbia e la Croazia, situato vicino alla cittadina di frontiera di Sid (una centinaia di chilometri a ovest di Belgrado). Grazie alle condizioni meteorologiche favorevole e un accordo sul passaggio tra le parti in causa, la situazione era sotto controllo. «Non abbiamo visto immagini apocalittiche come si è potuto vedere settimana scorsa durante un episodio di maltempo sui grandi network televisivi», afferma Claire Fischer. «Però la situazione cambia continuamente. Il flusso umano è ininterrotto: giorno e notte arrivano profughi. Si parla di 7'000 persone al giorno al minimo. Abbiamo visto centinaia di bambini anche giovanissimi e di persone anziane per citare solo i più deboli – stanchi e provati dal lungo viaggio, delle notti senza sonno, della paura, del freddo e dell’incognito che definisce il loro immediato futuro».Al passaggio della frontiera, l’organizzazione e la distribuzione di cibo e di beni di prima necessità è opera di cittadini cechi e slovacchi, la maggior parte giovani, studenti, disoccupati, pensionati o anche attivi nella gestione umanitaria – tutti rigorosamente volontari – che stanno dedicando i loro congedi o le loro vacanze a questo movimento di solidarietà.Nell'immediato non è prevista un'ulteriore raccolta di vestiti, ma le donazioni all'associazione permetteranno la prosecuzione del lavoro umanitario (Associazione Firdaus, Genestrerio, CCP 69-556797-2, IBAN CH09 0900 0000 6955 6797 2).[nggallery id=62 images=99]