contro la risoluzione del Municipio di Lugano che, il 4 settembre scorso, dichiarava ricevibile la domanda di referendum contro il credito da 102,4 milioni di franchi per la partecipazione della città alle spese del Piano di agglomerato del Luganese (PAL2).Con la decisione odierna del Governo – contro la quale è data facoltà di ricorso al Tribunale amministrativo cantonale – è quindi dichiarata irricevibile la domanda di referendum contro la richiesta di credito, approvata dal Consiglio comunale di Lugano il 30 giugno scorso.«Si tratta di una decisione politica antidemocratica e di stampo leghista», ha subito dichiarato