CRONACA
Accordi bilaterali addio? Un baratro per l'economia svizzera
Gravi conseguenze sul piano economico nel caso di un abbandono degli accordi bilaterali. Lo attestano due studi indipendenti
BERNA – Cosa succederebbe nel caso in cui, a seguito dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, la Svizzera dovesse rinunciare al primo pacchetto degli accordi bilaterali con l’Unione europea? Ebbene, entro il 2035 si assisterebbe a un’erosione cumulata del PIL dell’ordine di 460-630 miliardi di franchi. In meno di un ventennio, cioè, l’abbandono dei bilaterali costerebbe grosso modo l’equivalente di un attuale “reddito annuo” dell’economia svizzera. Vi si aggiungerebbero ulteriori perdite dovute alla minor attrattiva della piazza economica e alle incertezze sulle relazioni future con il nostro principale partner commerciale.Ad allestire lo studio sono stati il Bak Basel e Ecoplan, che hanno ipotizzati gli impatti sull’economia elvetica a seguito di un’eventuale applicazione della “clausola ghigliottina”. Secondo Ecoplan nel 2035 senza bilaterali il PIL pro capite sarebbe inferiore dell’1,5 percento, mentre Bak Basel è più pessimista, prevedendo un calo del 3,9 percento.«Il contingentamento dell'immigrazione ridurrebbe l'offerta di lavoro e farebbe lievitare i costi del reperimento di manodopera», si legge in una nota. «L'abbandono degli altri accordi sull'accesso al mercato creerebbe nuove barriere commerciali e limiterebbe l'accesso al mercato. Ciò indebolirebbe la competitività della Svizzera, con conseguenze negative sul commercio estero, e frenerebbe la concorrenza nazionale. In caso di abbandono dell'accordo sulla ricerca si prevede un calo dell'efficienza di questo settore in Svizzera».Inoltre un abbandono del primo pacchetto dei bilaterali «inciderebbe fortemente sulle condizioni quadro e, a livello generale, farebbe diminuire l'attrattiva della piazza svizzera. Gli istituti di ricerca hanno potuto analizzare solo in parte queste conseguenze, particolarmente complesse sul piano metodologico. Oltre a ciò, numerose disposizioni degli accordi, pur non essendo quantificabili, se abolite potrebbero avere ripercussioni negative. Bisogna dunque partire dal presupposto che la fine dei bilaterali avrebbe ripercussioni economiche ben superiori alle stime e renderebbe incerto il proseguimento di altri accordi con l'UE o la stipula di futuri accordi di accesso al mercato, pregiudicando pesantemente le relazioni con quello che, di gran lunga, è il principale partner commerciale della Svizzera».
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