CRONACA
Pejman con la casacca UDC. Con un "padrino" d'eccezione
«Mi sono sempre considerato un buon conservatore e l’UDC è l’unico vero partito conservatore che sia rimasto in Svizzera»
LUGANO - L'addio qualche giorno fa al PPD, e praticamente da subito ecco la nuova casacca, l'UDC. Il giovane politico Oreste Pejman, che a seguito della presa di posizione di Generazione giovani critica nei confronti della candidatura di Norman Gobbi al Consiglio federale se n'era andato sbattendo la porta, ha fatto sapere dalle colonne di Tio di aver trovato una nuova "casa".«Mi sono sempre considerato un buon conservatore e l’UDC è l’unico vero partito conservatore che sia rimasto in Svizzera», ha spiegato Pejman. «Dell’UDC condivido i valori e l’impegno per una Svizzera indipendente, neutrale e sovrana. Mi impegnerò insieme all’UDC per difendere la democrazia diretta, applicare la volontà del popolo e lottare contro la strisciante adesione alla UE».«A 18 anni, appena entrato in politica, ero per la prima volta in piazza a Lugano per farmi conoscere. Toni Brunner stava passando di lì, ci siamo conosciuti e abbiamo scherzato insieme. Mi disse: “Cosa fa un giovane sveglio come te nel PPD? L’UDC ha bisogno di giovani così”. Io l’ho presa sul ridere, ma devo dire che questo incontro mi è rimasto impresso», ha ancora spiegato. «Poi in politica ho conosciuto tanti membri dell’UDC con i quali ho condiviso idee e instaurato un rapporto d’amicizia. L’amicizia più forte si è instaurata con Tiziano Galeazzi, che mi è sempre stato vicino, mi ha consigliato e mi ha così aiutato a crescere politicamente».
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