BERNA - Alle 5.30 di questo mercoledì mattina si corre come fossero le 17.30 e stessero per chiudere i negozi prima delle festività. Il clima però è tutt’altro che gaio. Passi spediti, volti tesi, mani frenetiche sulle tastiere degli smartphone e dei tablet. Anche i deputati federali cercano notizie online, mentre i media le cacciano, rincorrendo i capigruppo alle Camere federali. Dalla hall del Bellevue partono in molti, ma stamane sono gli arrivi che contano. Guy Parmelin, il bauer romando, raggiunge la riunione UDC insieme a Christoph Blocher, mentre la delegazione ticinese mette piede a Palazzo federale con tanto di vessillo e sorrisi di Beltraminelli e Pagani, e la solita discrezione di Zali.Mancano pochi minuti alle 8:00, i gruppi stanno lasciando man mano le sale riunioni per affollare il bar e la sala dei passi perduti. Una battuta alle televisioni, un ultimo caffè, un saluto ai colleghi deputati (e la rinnovata indicazione di voto), e poi è ora di prendere posto.La stanchezza della notte dei lunghi coltelli appesantisce alcuni tratti più di altri. Le deputate sembrano più fresche, mentre alcuni colleghi devono aver fatto davvero le ore piccole. Ma il compito che attende tutti è grande. Forse il più importante per l’Assemblea federale. Un’adeguata ed equilibrata composizione del Governo determinerà la linea politica dei prossimi anni e, finalmente, l’UDC potrebbe essere della partita, senza giocare ancora il ruolo di battitore libero con iniziative popolari e referendum.Come che sia, tra poche ore, la Confederazione avrà un nuovo Consiglio federale. O meglio, avrà un Governo fotocopia per sei settimi, mentre c’è chi ancora insiste sull’assoluta novità per il secondo Consigliere federale UDC. Se il ticket a tre non convince al primo turno, sarà con buone probabilità lo stesso partito democentrista a puntare su uno “Sprengkandidat” (Thomas Hurter pare il favorito, tanto che ha rinunciato a partecipare alle ultime riunioni del gruppo UDC per lasciarli liberi di discutere…).Sotto la cupola per la maggiore vanno i completi scuri, qualche deputato sfoggia una cravatta accesa, ma ad infiammare è soprattutto l’attesa di sorprese, non necessariamente positive, perché, si sa, il colpo gobbo è già riuscito una volta, e la tentazione del bis può essere più allettante del tris di candidati ufficiali.