CRONACA
Standing ovation a sorpresa per Widmer-Schlumpf, nessuna sorpresa per i sei Consiglieri federali uscenti
Dopo i fiori, i sorrisi e i saluti è il momento di sfoderare le armi: chi sarà il settimo Consigliere federale?
BERNA - Puntuale l’apertura dei lavori da parte della Presidente del Consiglio Nazionale Christa Markwalder, impressionanti le due standing ovation per la dimissionaria Widmer-Schlumpf (prima e dopo il suo intervento lunghissimo applauso, le Camere unite in piedi per omaggiarla, anche Lega e UDC). Salutata la seconda donna partente dalla capitale, la cancelliera Corina Casanova, è il momento di rieleggere i sei Consiglieri federali che hanno sollecitato un nuovo mandato. Nessuna sorpresa, nessun tiro mancino, l’UDC aveva garantito il sostengo a tutti gli uscenti, e così è stato. 215 i voti per Doris Leuthard (PPD), in carica dal 2006, 173 preferenze invece a Ueli Maurer (contro i 159 voti del 2011), e ben 217 per Didier Burkhalter (PLR), tanto che sotto la cupola federale si diffonde spontaneo un applauso per lo svizzero dell’anno 2014. Il ritmo è serrato, dopo pochi minuti viene rieletta anche Simonetta Sommaruga (PS), che sale a 182 (rispetto alle 159 preferenze del 2010). Miglioramento anche per Johann Schneider-Ammann (PLR), a quota 144 nel 2010, rieletto oggi con ben 191. L’ultimo a venire confermato, essendo entrato in carica solo nel 2011, è Alain Berset (PS), che ottiene ben 210 voti e riceve a sua volta un lungo applauso.Da notare che al momento di eleggere Maurer, il collega di Partito sciaffusano Thomas Hurter, pilota di linea, in passato pilota militare, ha ricevuto 10 preferenze. Un segnale per il prosieguo dei lavori?Intanto, si sono fatte le 10.33 di questo mercoledì di fuoco ed è ora di aprire le danze per l’elezione del settimo Consigliere federale. La parola ai Partiti. Tutto può ancora succedere, fosse solo perché, secondo la Costituzione rossocrociata (art. 143), chiunque abbia diritto di voto è eleggibile in Governo. Infatti, nei primi due turni i deputati possono votare per qualsiasi persona eleggibile, mentre dal terzo scrutinio non sono più ammessi nuovi candidati (art. 132 cpv. 3 LParl). Interessante anche la modalità di esclusione, possibile solo dal secondo turno in poi (se il candidato ottiene meno di 10 voti), rispettivamente dal terzo per chi ottiene il minor numero di voti, a meno che altri candidati ottengano il suo stesso numero di voti (art. 132 cpv. 4 LParl).La questione non è di lana caprina, perché, in un’elezione sul filo del rasoio, ogni voto conta. Certo è il numero dei deputatati, mentre non è ancora dato sapere il limite della maggioranza assoluta, che si fissa secondo la validità delle schede di voto. Sembra incredibile, eppure, anche sotto la cupola federale, non mancano le schede bianche o nulle. Vuoi perché riportano il nome di persone ineleggibili o con nominativi non univocamente identificabili, vuoi perché contengono espressioni ingiuriose o contrassegni manifesti, o ancora perché riportano il nome di persone già eliminate dallo scrutinio o, addirittura, già elette.Da considerare altresì che l’Assemblea federale non elegge per alzata di mano ma a scrutinio segreto (art. 130 LParl). I deputati compilano schede di voto anonime, che vengono raccolte dagli uscieri in urne chiuse e poi vagliate. Altri colpi di scena possono essere garantiti dal ritiro di una candidatura, prima o durante l’elezione, tenuto conto però del fatto che lo scrutinio ha comunque luogo e la persona interessata resta comunque eleggibile. Ad ogni modo i nuovi membri del Consiglio federale possono ancora tirarsi indietro, semplicemente dichiarando davanti all’Assemblea federale che non accettano la propria elezione. A questo punto si tiene forzatamente una nuova elezione.Ma andiamo con ordine, cominciando dall’attesa dei risultati di questo primo turno, che permetterà di capire se Guy Parmelin è davvero favorito perché convince anche il centro sinistra, se Thomas Aeschi è l’asso nella manica per entrare in Consiglio federale a capo del Dipartimento delle finanze (vacante con la partenza di Widmer-Schlumpf a cui era stato assegnato nel 2010), e se Norman Gobbi, dopo 16 anni, ripoterà il Ticino a Berna.
nfm
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