CRONACA
Edilizia, fumata bianca in zona Cesarini
Dopo le manifestazioni in piazza di qualche settimana fa, impresari e sindacati hanno trovato un accordo. Resta il pensionamento a 60 anni, e non si potrà più pagare in contanti
BERNA - L'edilizia continuerà ad avere il suo contratto collettivo. È di qualche settimana fa la rabbia dei lavoratori, che avevano manifestato in tutta la Svizzera per esprimere il loro scontento e i loro timori. Ora la Società Svizzera degli impresari costruttori (SSIC) e i sindacati Unia e Syna hanno siglato un accordo valevole da inizio 2016 a fine 2018.Il pensionamento rimane a 60 anni, senza riduzioni di prestazioni. Per renderlo possibile, si aumenteranno del 2% (1,5% a carico dei datori di lavoro e 0,5% dalle tasche dei lavoratori) i contributi versati alla Fondazione per il pensionamento anticipato. Le trattative salariali 2017 e 2018 terranno conto degli aumenti dei contributi a carico dei datori di lavoro, ma al massimo nella misura dello 0,5% l’anno.Saranno inoltre vietate retribuzioni in contanti, per evitare abusi come quelli, per restare in Ticino, dell'ex cantiere del LAC. L'indennità del pranzo sarà aumentata di un franco dal 2017.La parola definitiva spetta ora alle parti interessate: la SSIC convocherà un'assemblea straordinaria il 13 gennaio, Unia e Syna si pronunceranno sabato, ma si va verso il sì per un accordo raggiunto in extremis.
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