CHIASSO - Un regolamento di conti con una componente passionale. Potrebbe esserci questo dietro alla morte del 35enne portoghese a ottobre in via Odescalchi a Chiasso. L'uomo fu la vittima del primo omicidio, seguito poche settimane fa da quello di via Valdani, che hanno scosso la cittadina.Per il fatto di sangue, sono in carcere un 26.enne italo-brasiliano, un 26.enne kosovaro, un 36.enne rumeno, un 29.enne kosovaro e un 26.enne ucraino. Il portoghese non sarebbe però arrivato solo sul luogo del delitto, bensì accompagnato dalla cosiddetta banda degli albanesi, a cui l'uomo era vicino, che è rivale del gruppo degli arrestati. Il regolamento dei conti sarebbe partito da una banale lite avvenuta qualche giorno prima in una discoteca. Qualcuno aveva occupato il posto di uno degli albanesi nel locale, ed era nata tra i due gruppi una violenta scazzottata, sedata con l'aiuto dei buttafuori. Il portoghese però era uscito di casa armato, la sera della sua morte, anche per motivi di gelosia, poiché qualcuno degli imputati avrebbe corteggiato sua moglie.Intanto, per la perizia balistica commissionata all’Istituto di tecnica forense di Zurigo bisognerà attendere ancora. Le angolature delle riprese delle telecamere di videosorveglianza non sarebbero infatti ottimali, e da Zurigo è stata chiesta e ottenuta una proroga sino a fine gennaio per stabilire successione e provenienza dei colpi di pistola.