BERNA – Importante aumento delle naturalizzazioni in Svizzera nel 2015, a quota 38 mila (rispetto alle 34 mila dell’anno prima), ovvero il 12 percento in più. A fare il conteggio è stata l’università di Neuchâtel, secondo la quale il forte aumento è da imputare alla politica “antistranieri” condotta dall’UDC. A partire dal 2008 il numero di naturalizzazioni era in calo, ma l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”, così come la votazione prevista il prossimo mese sull’iniziativa "per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati", avrebbero spinto molti stranieri a richiedere il passaporto rossocrociato.«Si tratta di una reazione alle chiusure rappresentate dal voto del 9 febbraio», ha affermato il professor Piguet. «Parte degli stranieri possono sentirsi insicuri e avere paura di perdere il permesso di dimora, per esempio in caso di disoccupazione».Non si tratta di una novità. Già sul finire degli anni settanta, ai tempi dell’iniziativa Schwarzenbach, poi bocciata dal popolo, si era vissuto uno scenario analogo. Secondo il professore gli stranieri temono di dover lasciare il nostro paese, quindi sono incitati a richiedere la naturalizzazione. Un paradosso, considerato che uno dei cavalli di battaglia dell’UDC è proprio quello di rendere più difficile l’acquisizione della cittadinanza elvetica.