LUGANO - È stato inoltrato ieri il ricorso al Tribunale amministrativo cantonale «volto a tutelare i diritti popolari a Lugano, segnatamente il diritto di referendum». Il referendum comunale è quello contro il cosiddetto PAL 2, la seconda fase del piano dei trasporti del Luganese. Il granconsigliere leghista Paolo Sanvido aveva inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato, che gli aveva dato ragione, ritenendo che il tema non fosse referendabile.«Non stupisce che un esponente di un partito che non conosce la democrazia al proprio interno inoltri un ricorso per impedire ai cittadini della sua Città di esprimersi su un credito di 102 milioni di franchi, dopo che per il referendum sono state raccolte 3'300 firme di aventi diritto al voto a Lugano!», incalza a nome dei ricorrenti Raoul Ghisletta. «Non stupisce che un Governo a forte presenza leghista abbia accolto questo ricorso molto discutibile nei contenuti, lesivo dei diritti popolari e anche del diritto di essere sentiti. E nemmeno stupisce che se ne rallegri Giovanni Bruschetti, presidente della Commissione regionale dei trasporti del Luganese – un organismo peraltro privo di personalità giuridica, che fa e disfa come vuole da anni in questo ambito!».Per Ghisletta «siamo infatti di fronte ad una volontà crescente di chi detiene il potere in questo Cantone (ma non solo) nel negare i diritti democratici e la partecipazione dei cittadini sulle questioni fondamentali per la collettività».Il ricorso «è un atto forzatamente approfondito dal lato giuridico, per l’importanza della posta in gioco, ma che questo costa risorse ed energie ad una minoranza, che agisce a fini ideali per ottenere un miglior equilibrio tra sviluppo e ambiente nell’interesse di tutta la popolazione luganese. Chiediamo che questo aspetto venga debitamente riconosciuto dai tribunali e dall’opinione pubblica», conclude Ghisletta.