LUGANO - Un evento anomalo e per certi versi quasi inspiegabile. L'ingegnere geotecnico e dei terreni Giovanni Pedrozzi, chiamato dal geologo cantonale sul luogo della frana in via Torricelli a Lugano, non si capacita di quanto successo.«Sono in Ticino dal 2001 ed eventi simili non ne ho mai visti. Solitamente se c’è la mano dell’uomo si presenta un muro che cede, mai sistemato anche per negligenza. Un tubo dell’acqua che si rompe può presentarsi anche a Lugano centro, ogni tanto assistiamo a degli allagamenti, ma che addirittura riesca a provocare una frana del genere, non l’ho mai visto ed è sorprendente. Faccio anche ricerche in questo campo, su pericoli naturali, previsioni, in collaborazione con l’Università di Losanna e il Poli di Zurigo, e di una cosa del genere non ho mai sentito parlare», ha raccontato, strabiliato, a La Regione.Al contrario dei tragici casi di Davesco e Bombinasco, la quantità di pioggia caduta non è sufficiente a spiegare la frana. Le cause dovranno essere individuate: un tubo dell’acqua che si è rotto o un muro che ha ceduto portando a far franare tutto.A monte del luogo dove è avvenuta la frana c'è un cantiere, ma Pedrozzi ha verificato e ritiene che esso non abbia influito sullo smottamento. E non si può neppure affermare che il terreno "lavorava" già. «Non c’è stato alcun segnale. Circa la strada sopra, e lo si può vedere, l’asfalto è perfetto, liscio, non stava cedendo. E anche il pendio sotto non presenta segni di cedimento. Trovo un po’ strano che un tubo si rompa senza che la strada sopra ceda, lo trovo un po’ strano e difficile da prevedere». Il Luganese è sempre più spesso vittima di frane. Secondo l'ingegnere, è inevitabile, essendo un territorio molto sfruttato. «Il Cantone, in questo senso, ha fatto un confronto tra le frane avvenute nel 2002 dove su 200, 2/3 portavano a cause naturali e 1/3 erano state causate dall’uomo. Nel 2014 sullo stesso numero di frane, circa 1/3 era di origine naturale, 2/3 dovute all’uomo. Se sul fronte dei pericoli naturali si sta lavorando bene, molto dev’essere ancora fatto dove vi è la mano dell’uomo». Che non c'entra però con la frana che ha quasi colpito la casa anziani Ca' Rezzonico, il cui muro era di recente costruzione (non più di una quindicina d'anni).È alla ricerca di spiegazioni sul perché è franato il terreno anche il sindaco di Lugano Marco Borradori. «L’unica cosa che si può dire – precisa Borradori – è che quella non è indicata come una zona a rischio, quindi ciò che è avvenuto non era una situazione che in qualche modo ci si poteva attendere», ha spiegato al Corriere del Ticino, sottolineando l'intenso lavoro di mappatura effettuato dal Comune. Borradori è stato sul posto ed ha parlato di scenario apocalittico. «Fortunatamente l’evento si è verificato tardi e a quell’ora sulla strada non transitava nessuno. Se fosse accaduto solo nel pomeriggio, con il via vai di visitatori e parenti, non so cosa sarebbe potuto accadere». Intanto, via Tesserete resterà chiusa al traffico fino a lunedì.