non erano mancati le stilettate nel confronti di Del Don.«Non era e non è mia intenzione polemizzare oltre con Athos Ambrosini a proposito delle sue velenose dichiarazioni nei confronti di chi non si allinea alle sue idee. Cionondimeno, dopo aver sopportato sino ad ora le sue continue dichiarazioni sui media, ritengo ora inevitabile fare chiarezza nei confronti dei lettori che devono subire questa forma di disinformazione pilotata dall’ineffabile signor Ambrosini», scrive in un lunghissimo testo l'ex granconsigliere Orlando Del Don.Nell'intervista pubblicata ieri su LaRegione Pinoja sulle diatribe nel Bellinzonese ha affermato che «è una questione di leadership. Il presidente distrettuale ha qualche difficoltà. A me è capitato più volte di ricordare che se vogliamo crescere non possiamo pretendere che tutti la pensino esattamente allo stesso modo. È impossibile. In questi quattro anni siamo stati avvicinati da tanti cittadini, anche a Bellinzona. Ambrosini, ad esempio, non ha gradito la presenza di alcuni. Come si fa a dire no ad una persona che vuole aderire al nostro partito, se non ha pendenze penali ed è in grado di discernere?». La persona in questione altro non era che Tuto Rossi, poi candidato alle elezioni cantonali.Ovviamente per Del Don si tratta di «una risposta diplomatica, cortese, elegante ma al contempo chiara». Poi aggiunge, «Ambrosini invece di guardare solo il suo ombelico e dissipare tempo ed energie in sterili e avvilenti polemiche con i membri del Distretto a lui “sgraditi” dovrebbe finalmente occuparsi ora di far crescere il Distretto, visto il disastroso risultato delle ultime elezioni cantonali e l’inconsistente attività e presenza sul territorio del distretto che lui dirige nel dibattito politico e sociale di Bellinzona e Valli. Senza scordare che mancano pochi giorni alla consegna delle liste per le elezioni comunali, che Ambrosini sembra aver però accantonato e/o dimenticato, per incentrare invece tutta la sua attenzione sulla mia persona e i dirigenti dell’UDC cantonale con, peraltro, il suo (per lui) scontato e narcisistico auspicio di voler portare (“a furor di popolo!”) ai vertici del partito le sue edificanti esperienze “maturate” alla “testa” del distretto!».«Va ancora precisato – a scanso di equivoci – che la sua recente richiesta della mia espulsione dal partito è stata bocciata dalla Direttiva cantonale (perché ritenuta all’unanimità non giustificata e puramente strumentale). D’altro canto, invece, la mia richiesta di espulsione di Ambrosini dal partito è stata accolta all’unanimità dagli undici membri (!) della Direttiva Cantonale e pertanto a giorni verrà costituita una Commissione disciplinare che si occuperà della questione. Nello specifico – e in estrema sintesi – di valutare la sua “leadership” e la capacità di coordinare democraticamente e in modo minimamente utile l’attività del distretto. Distretto che da due anni è in stato di “ibernazione” a causa della volontà dichiarata di Ambrosini di voler osteggiare e boicottare (per ripicca nei confronti dell’Ufficio presidenziale e della Direttiva cantonale del partito) tutte le iniziative politiche e partitiche dello stesso, essendo egli – come detto – in contrasto con i vertici dell’UDC cantonale al completo (rei di non aver seguito le sue idee e le sue scelte politiche)… Orlando Del Don compreso, essendo io a mia volta ritenuto “colpevole” di attivismo indesiderato e per aver fatto il possibile e l’impossibile alfine di salvare il salvabile e sbloccare l’impasse in cui il distretto si trova da oramai troppo tempo! Situazione questa chiaramente documentata e conosciuta dai vertici UDC da più di un anno a questa parte! Una situazione estremamente imbarazzante e che in tutti i modi io e i vertici del partito abbiamo cercato di risolvere e mediare in modo pacato e possibilista senza però mai avanzare di un millimetro nella guerra ad oltranza di Ambrosini contro tutti e contro tutto!», continua l'ex capogruppo.Il congresso previsto per il prossimo fine settimana «dovrà rinnovare i vertici del partito a livello cantonale, con il nuovo presidente e i suoi due stretti collaboratori nel ruolo di vicepresidenti del Sopra e del Sottoceneri. La partita è pertanto delle più importanti per cominciare finalmente a sbloccare l’UDC ticinese da queste estenuanti e sterili lotte incentrate su personalismi, odii, risentimenti, vendette, ritorsioni e ormbelicocentrismi che più avvilenti e insensate non potrebbero essere! Spero vivamente che il partito possa ora finalmente ripartire senza zavorre e con le aperture mentali, psicologiche e politiche necessarie e indispensabili alla sua ossigenazione e crescita, da tutti sperata e attesa», conclude Del Don.