, presidente di BEOGO, un'associazione attiva al nord del Burkina Faso e nella capitale Ouagadougou dal 1996 con progetti di vario genere, è partito per la capitale. Al telefono ci risponde la moglie.«È rimasto a Bruxelles diverse ore, essendo sospesi i voli, poi è arrivato il 16 in serata a Ouagadougou. Erano tutti sotto shock, nessuno si aspettava degli attacchi. Il paese è molto pacifico, come la sua popolazione, anche se poteva essere prevedibile dato che le nazioni confinanti sono in subbuglio», ci racconta. In Burkina, comunque, non c'erano state avvisaglie. «È stata una serie di attacchi, con anche il rapimento di una coppia di medici australiani che erano lì da 15 anni, è stato attaccato un convoglio ma non si sa se c'è un collegamento fra le varie situazioni. Ora c'è il coprifuoco alla sera dalle 10 in avanti, e la gente è sconvolta, non esce molto ed ha paura», prosegue. I volontari di BEOGO, che ha un progetto nella capitale, stanno bene. «Da un anno però collaboriamo con la sorella dell'ex presidente del Burkina Faso Thomas Sankara, ucciso 25 anni fa, che ha perso un cugino, per cui c'è un coinvolgimento anche personale per noi. I nostri partner sul posto sono per lo più locali, e sperano solo che con questi nuovi avvenimenti non si tolgano gli aiuti destinati al paese».La Svizzera appare determinata a proseguire. La signora Losa è sollevata. «Altrimenti si farebbe il gioco dei terroristi, che vogliono destabilizzare il paese. Il mondo di oggi fa sì che non si sia più sicuri da nessuna parte, ma fino ad ora non abbiamo mai avuto problemi del genere. Il terrorismo è una componente nuova, non so dirle se il volontariato cambierà e sarà più difficile trovare persone disponibili. Secondo me chi è sul posto capisce che non accade qualcosa del genere tutti i giorni».«È peccato che sia successo tutto ciò perché in Burkina Faso era cambiato da poco il governo», specifica con rammarico la donna. «Si stava andando verso un governo più democratico e si era annullato il corpo militare speciale che era attorno al presidente, ed era stato indebolito l'esercito». L'augurio, dunque, è che il terrorismo non possa vincere, annullando i piccoli passi in avanti compiuto dal paese.