CRONACA
Ticinesi in Burkina Faso: «ci sono coprifuoco e paura. Ma se ce ne andiamo facciamo il gioco dei terroristi»
Le ONG non appaiono intenzionate a lasciare la nazione. La moglie di Franco Losa di BEOGO, che si trova sul posto, ci racconta i difficili passi avanti del paese e lo shock per gli attentati
LUGANO - Due svizzeri, l'ex direttore generale della Posta
Jean-Noël Rey
e dell'ex deputato cantonale vallesano socialista
Georgie Lamon
, sono fra le vittime degli attentati in Burkina Faso. Il dolore e la costernazione sono forti, ma nonostante ciò le Organizzazioni Non Governative presenti nel paese africano non sembrano avere l'intenzione, al momento, di abbandonare le attività.
Andrea Ostinelli
, addetto stampa della FOSIT (Federazione delle ONG della Svizzera italiana), ci conferma di non aver avuto notizie di rinunce.
Franco Losa
, presidente di BEOGO, un'associazione attiva al nord del Burkina Faso e nella capitale Ouagadougou dal 1996 con progetti di vario genere, è partito per la capitale. Al telefono ci risponde la moglie.«È rimasto a Bruxelles diverse ore, essendo sospesi i voli, poi è arrivato il 16 in serata a Ouagadougou. Erano tutti sotto shock, nessuno si aspettava degli attacchi. Il paese è molto pacifico, come la sua popolazione, anche se poteva essere prevedibile dato che le nazioni confinanti sono in subbuglio», ci racconta. In Burkina, comunque, non c'erano state avvisaglie. «È stata una serie di attacchi, con anche il rapimento di una coppia di medici australiani che erano lì da 15 anni, è stato attaccato un convoglio ma non si sa se c'è un collegamento fra le varie situazioni. Ora c'è il coprifuoco alla sera dalle 10 in avanti, e la gente è sconvolta, non esce molto ed ha paura», prosegue. I volontari di BEOGO, che ha un progetto nella capitale, stanno bene. «Da un anno però collaboriamo con la sorella dell'ex presidente del Burkina Faso Thomas Sankara, ucciso 25 anni fa, che ha perso un cugino, per cui c'è un coinvolgimento anche personale per noi. I nostri partner sul posto sono per lo più locali, e sperano solo che con questi nuovi avvenimenti non si tolgano gli aiuti destinati al paese».La Svizzera appare determinata a proseguire. La signora Losa è sollevata. «Altrimenti si farebbe il gioco dei terroristi, che vogliono destabilizzare il paese. Il mondo di oggi fa sì che non si sia più sicuri da nessuna parte, ma fino ad ora non abbiamo mai avuto problemi del genere. Il terrorismo è una componente nuova, non so dirle se il volontariato cambierà e sarà più difficile trovare persone disponibili. Secondo me chi è sul posto capisce che non accade qualcosa del genere tutti i giorni».«È peccato che sia successo tutto ciò perché in Burkina Faso era cambiato da poco il governo», specifica con rammarico la donna. «Si stava andando verso un governo più democratico e si era annullato il corpo militare speciale che era attorno al presidente, ed era stato indebolito l'esercito». L'augurio, dunque, è che il terrorismo non possa vincere, annullando i piccoli passi in avanti compiuto dal paese.
In Vetrina

IN VETRINA

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
IN VETRINA

A San Bernardino gastronomia... sotto le stelle. Torna la rassegna Alpine Gourmet

02 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Trova le differenze: FLP lancia una campagna sul rispetto a bordo

24 GIUGNO 2026
IN VETRINA

OCST-Docenti alza la voce: “Servono investimenti e rispetto”

22 GIUGNO 2026
IN VETRINA

La Fontana nel calice: territorio, storie, accoglienza

08 GIUGNO 2026