BRUXELLES - Schengen è a rischio e anche l'UE può crollare come un castello di carte. Il presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker, lancia l'allarme. «Oggi è a rischio Schengen, domani ci si chiederà perché avere una moneta comune: l’Unione europea è minacciata alla base e forse non ci si rende conto di questo fatto».Nel mirino delle sue critiche ci sono quelle nazioni che hanno reintrodotto i controlli alle frontiere (Danimarca e Svezia, mentre in Germania il ministro dei Trasporti tedesco invita Angela Merkel a prendere provvedimenti analoghi). «Alcuni Paesi hanno allegramente reintrodotto i controlli alle frontiere ma domani ci verrà chiesto di rendere conto dei grandi costi economici che questa decisione comporta. Ci si chiederà allora che senso abbia una valuta unica in Europa se non è garantita la libera di circolazione dei cittadini. Senza un’azione comune, una politica europea dell’immigrazione, Schengen non sopravvivrà», ha spiegato Junker, mostrando come, uno dopo l'altro, come in una catena, a suo avviso possono cadere tutti i principi dell'UE.Dello stesso avviso il Presidente del Consiglio UE, Donald Tusk, che sentenzia come ci siano due mesi di tempo per riprendere il controllo della situazione migratoria. «Il Consiglio di marzo sarà l’ultima occasione per vedere se la nostra strategia funziona. Altrimenti affronteremo una crisi come il crollo di Schengen». Saranno, dunque, settimane decisive per il futuro dell'intera UE.