MENDRISIO - Ci sono tensione e paura nel negozio della Giorgio Armani Swiss Branch di Mendrisio. Dapprima si pensava a 30 licenziamenti, poi le voci hanno parlato di 130, ma di certo non si sa nulla. L'OCST è sul posto ed ha convocato per domani un'assemblea, raccontando di dipendenti chiamati dalla direzione alla spicciolata, senza sapere se i vertici hanno in mente una delocalizzazione oppure vogliono tagliare anche dei posti di lavoro. Nel frattempo è arrivata la prima presa di posizione politica, quella del PLR di Mendrisio, che ha inoltrato un'interpellanza a firma di Giovanni Poloni e Tiziano Calderari. La preoccupazione non è solo per i posti di lavoro, bensì anche per il fatto che Armani è fra i più importanti contribuenti di Mendrisio. «Il gruppo PLR esprime preoccupazione sull'evoluzione delle finanze e del relativo piano finanziario. Armani è tra i maggiori contribuenti del Comune. Sebbene diversificato, il gettito di Mendrisio dipende dalle persone giuridiche per oltre il 40%», si legge.Le domande poste al Municipio sono se «era informato delle intenzione di Armani? L'ufficio promovimento economico ha contattato il management?». E ancora, «quanti punti di moltiplicatore pesa il gruppo Armani, se ci è concesso saperlo in ottica di trasparenza nella gestione finanziaria e per prevederne gli impatti?». Chiedono se il piano finanziario andrà aggiornato e, «se dovessero dislocare altre imprese, che soluzioni avrebbe il Municipio per evitare un aumento del moltiplicatore nel medio termine?»Viene posto inoltre il quesito sul destino degli spazi: «resteranno sfitti o in che modo potranno essere riconvertiti?» E infine, Poloni e Calderari chiedono quanti sono i residenti impiegati.