BELLINZONA - Per il secondo anno consecutivo, ai coriandoli ha fatto da sfondo la neve. Non una nevicata da record come quella dell'anno scorso, ma un nevischio frammisto a pioggia che non ha scoraggiato i protagonisti del Rabadan. Ad accorrere ad assistere al tradizionale corteo mascherato per le via di Bellinzona però solamente 1081 persone. In ogni caso, il 20% in più rispetto allo scorso anno, quando la nevicata era stata copiosa. Il Radaban, comunque, come ha precisato ieri il presidente Bixio Caprara, non è fatto del solo corteo, e i numeri sono comunque positivi: 50mila le persone che hanno partecipato alla manifestazione nei tre giorni precedenti, di cui quasi la metà ha usufruito dei mezzi pubblici. Il presidente vince comunque l'oscar della sfortuna per essere stato alla guida degli ultimi due cortei funestati dal maltempo: purtroppo per lui, il sole è rimasto solo nel cuore.Gli iscritti non si sono fatti impensierire: erano al via tutti i carri, oltre alle guggen e a quelle ospiti. Aperto dal re Renato Dotta, il corteo ha regalato allegria, coriandoli e musica. Svariati i temi trattati, dalla Formula E che Marco Borradori voleva fuori di casa alla polemica legata al comportamento tenuto dal trio del Volo in un hotel ad Ascona. Lo scandalo Volkswagen ha ispirato un paio di gruppi, così come è stato gettonato il tema della nuova Valascia: per qualcuno, saranno i russi a finanziaria, altri sottolineano la mancanza nel progetto di Botta della Curva Sud. E a proposito di progetti, non poteva mancare il LAC con le sue mattonelle diseguali. A vincere sono stati però la Posta con i suoi droni trasformati in api dai Pincirö di Balerna (vintore nella categoria carri) e i campanacci delle mucche degli Shpakanos di Biasca (che ha trionfato nei gruppi). Le guggen, per loro volontà, da qualche anno non vengono premiate.