. «Ho visto ospiti dell'infrastruttura d'accoglienza mal equipaggiati e mi di dice che sono un po' abbandonati a loro stessi. In tutta coscienza posso capire se vi sono lamentele», ha scritto, invitando chi redige articoli a visitare le strutture. Per capire che cosa intende, questa mattina lo abbiamo interpellato. Sottolineando che si tratta di informazioni che gli sono state riferite e non verificate personalmente, ha spiegato che «non si lamentano perché sono in valle, ma perché sono abbandonati: il Cantone si interessa poco, i responsabili sono andati solo una volta a visitarli. Questa gente attende che qualcuno dia loro, per esempio, la possibilità di seguire dei corsi di italiano che erano stati invano promessi. Ci sono dei minorenni che dovrebbero forse frequentare delle scuole. Ci sono della realtà che secondo me andrebbero tenute d'occhio, anche se sono in cima a una valle». Lo scorso anno, in Val di Peccia, gli asilanti andavano a mangiare in paese, contribuendo ad animarlo, mentre ora della loro alimentazione si occupa un catering di Locarno. «Mi era stato riferito che non potevano usare la cucina della protezione civile, molto ben attrezzata, ma dovevano lavare i piatti nei servizi igienici». Mattei riporta poi come «non sono fuggiti, i sorveglianti sapevano dove stavano andando, dalle voci che mi sono giunte».