BELLINZONA - Il fenomeno delle grandi marche di moda che dall'Italia si spostano in Ticino per avere imposte fiscali più favorevoli ha interessato il settimanale L'espresso, che ne parla diffusamente nell'ultimo numero.«Con l’andare del tempo il fenomeno ha raggiunto dimensioni tali da innescare la reazione dell’Unione europea», viene detto nell'articolo. E Bruxelles ha convinto la Svizzera a promettere di rivedere, almeno parzialmente, le leggi su cui si poggia la discussione. Nel frattempo, secondo il giornalista autore dell'inchiesta, Vittorio Malagutti, «i marchi di moda fanno soldi a palate grazie ai generosi sconti sulle tasse garantiti oltre il confine di Chiasso». Due gli esempi portati a supporto della tesi: Armani e Gucci. Non è, comunque, il momento migliore per utilizzare come termine di paragone Armani, dato che con ogni probabilità, anche se nessuno ne ha ancora la certezza, il negozio di Mendrisio sarà delocalizzato a Milano e in Ticino rimarranno massimo 3-4 dipendenti. Le aziende guadagnerebbero lautamente, ma a perderci è il fisco italiano: Armani, per esempio, ha pagato 270 milioni per sanare una controversia con l’Agenzia delle entrate relativa al domicilio fiscale di alcuni ditte controllate. Nel caso specifico, la GA Modefine, che si era fusa con l'Armani di Milano e le cui attività erano state proseguite dall'ormai tristemente noto Giorgio Armani Swiss Branch di Mendrisio.Il settimanale ipotizza un collegamento fra l'addio a Mendrisio del gruppo e il fatto che, con le sue aziende delocalizzate in Svizzera, il fisco italiano subisca delle perdite. Viene poi portato l'esempio di Gucci. Nel 2013 il fatturato della griffe toscana in portafoglio a Kering è stato di 1,2 miliardi di euro, sparsi in 120 paesi. I due terzi, però, sarebbero arrivati dal solo Canton Ticino, con 835 milioni fatturati da Luxury Goods International, che sarebbe responsabile della maggior parte delle vendite all'estero. E le imposte? Del 12-13%, con un prelievo effettivo vicino al 5%. Un escamotage fiscale, insomma, che permetterebbe alle aziende di trovare l'Eldorado in Ticino, con reciproco guadagno. Al fisco italiano, e non solo, comincia a non piacere e l'UE ha strappato la promessa che Berna rivedrà le norme. E quali potranno essere, a quel punto, le conseguenze per il mercato svizzero?