BELLINZONA - Giornate autogestite alla Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona, marzo 2015. Fra le attività, la visione di un film, "A Serbian Film", scelto da uno studente 23enne con l'intento di affrontare il tema della guerra nei Balcani. Il giovane, prima delle due proiezione, aveva invitato i minorenni e chi è particolarmente sensibile, a uscire dall'aula: la pellicola, infatti, è un susseguirsi di immagini cruente, stupri, omicidi, torture e atti sessuali su minori. Addirittura, il film non era mai stato proiettato nelle sale cinematografiche di molte nazioni, Svizzera compresa.Il caso aveva sollevato un polverone: pornografia e rappresentazione di atti di cruda violenza a scuola? Il 23enne era stato denunciato, ma ieri la Procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha firmato nei suoi confronti un decreto d'abbandono. Pur non trovando nel film nulla che potesse spiegare la situazione bellica dei Balcani, Valentina Tuoni gli ha riconosciuto la convinzione di proporre una pellicola di interesse culturale, attraverso la quale denunciare anche certe violenze. Le accuse a suo carico sono dunque cadute.Il ragazzo, però, si legge nel decreto d'abbandono, avrebbe dovuto avvisare la scuola dei contenuti del film. La sua proiezione, è emerso, sarebbe stato aggiunto alla lista delle attività autogestite in un secondo momento, in sostituzione di un'altra inizialmente prevista, e la direzione non ha avuto il tempo per visionare la pellicola, come accaduto con altre ritenute violente. "Trainspotting" e "Arancia meccanica", per esempio, erano state definiti idonee alla visione degli allievi, ma con un docente a fianco.