LUGANO - Affrontare con i cittadini i temi d’attualità e di maggiore preoccupazione. Disagio giovanile e criminalità: come arginare la violenza è il titolo del primo appuntamento, organizzato da "Ticino Sicuro" in collaborazione con BessoPulita, che si terrà venerdì 26 febbraio, dalle ore 18.00 alle 20.00, alla Sala multiuso delle Scuole elementari di Breganzona, in via Camara 63.Per parlare, insieme ai cittadini, di un tema tanto delicato e sempre più attuale, porteranno la loro esperienza il Magistrato dei minorenni Reto Medici, insieme a Michele Bertini, municipale della Città di Lugano a capo del Dicastero Sicurezza e spazi urbani e Ugo Cancelli, presidente di Besso Pulita. L’incontro sarà inoltre introdotto da Morena Ferrari Gamba per la Fondazione Diritti Umani, seguito dall’avv. Natalia Ferrara Micocci, ex Procuratrice Pubblica, consulente di "Ticino Sicuro" e moderato dalla neo direttrice del Giornale del Popolo Alessandra Zumthor.Il primo appuntamento di questo ciclo di incontri è dedicato ai casi di disagio e di vera e propria criminalità che coinvolgono i giovani. Atti di bullismo, bravate e fenomeni di delinquenza che non possono essere semplicemente e genericamente condannati. Fondamentale capire i valori da riabilitare ma anche gli strumenti per fermare la crescita di violenza, anche con interventi fermi ed efficaci, come quelli proposti dal centro chiuso per minorenni al vaglio dell’iter parlamentare ticinesi in questo momento. Rieducare significa dare una seconda possibilità per evitare che giovani con disagio diventino adulti con la fedina penale sporca. «Le manifestazioni di disagio giovanile – afferma Michele Bertini - sono specchio del nostro tempo che accusa perdita di radici e di valori, di punti di riferimento familiari e sociali e che esalta modelli negativi. Siamo tutti un po’ responsabili? Ognuno faccia la sua parte: la famiglia, la scuola, la società, le istituzioni. Educare e rieducare: oggi è possibile farlo - nel pieno rispetto dei diritti dei bambini e dei giovani - con approcci preventivi e di sostegno e, se necessario, interventi fermi. Nel2010 i giovani liberali-radicali hanno raccolto le adesioni all’iniziativa popolare “le pacche sulle spalle non bastano”. Il Cantone ha approfondito la situazione e presentato il progetto legge sulle misure restrittive della libertà di minorenni e di centro educativo chiuso. Interventi di ultima ratio, s’intende, ma necessari per offrire a questi ragazzi e ragazze una bussola per la vita da adulti».