PORTO CERESIO - Varese potrebbe accettare l'aiuto proposto dal Ticino per sbloccare finalmente la situazione riguardante il depuratore di Cuasso al Monte.Quella degli inquinamenti fognari a Porto Ceresio è una storia che si prolunga, purtroppo, da troppo tempo. Da anni i campionamenti non mostravano miglioramenti, e nello scorso giugno l’Azienda sanitaria locale di Varese aveva optato per la non balneabilità.Da allora, nulla è mutato, e il Canton Ticino, esasperato, aveva offerto il suo aiuto economico, a patto che l'Italia si impegni a effettuare una sistemazione del depuratore di Cuasso al Monte in tempi brevi.Non sono le risorse a mancare, ma l'organizzazione. Così ha scritto in una nota l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile della Regione Lombardia, Claudia Terzi, rispondendo al Ticino. «La Provincia di Varese non ha fatto alcun passo in avanti nell’organizzare il servizio idrico integrato così come prevede la norma regionale». A Varese esiste, ha spiegato la donna, un piano di ambito che prevede i lavoro necessari a superare alcune criticità, non solo quella relativa al depuratore di Cuasso al Monte. I fondi ci sarebbero, perché pagati dai cittadini tramite le bollette dell'acqua. Ma l'immobilismo della Provincia e una eccessiva frammentazione gestionale, oltre a una inadeguatezza delle reti e degli impianti fa sì che i lavori non partano. Dunque, aggiunge Terzi, forse si farebbe meglio ad accettare l'aiuto ticinese.