CRONACA
«Assurda l'idea di organizzare un attentato via Facebook»
L'avvocato difensore di Osamah afferma che dietro all'identità del dirigente ISIS potrebbe nascondersi chiunque e che le accuse sono solo virtuali. E chiede un risarcimento
BELLINZONA - Come è possibile organizzare un attentato via Facebook e chat, senza neppure la certezza di chi sta dall'altra parte del pc? È questa la tesi dell'avvocato difensore di Mohamed Osamah, il principale accusato nel processo in corso a Bellinzona davanti al Tribunale federale contro i presunti jihadisti.L'accusa aveva chiesto per lui sette anni e mezzo di reclusione, la difesa propone l'assoluzione dai reati più gravi, e una pena pecuniaria di 40 aliquote giornaliere da 30 franchi per incitazione all’entrata illegale. Chiesto anche un risarcimento di circa 172.000 franchi per la condanna unanime dei media prima ancora del processo e per i 729 giorni di detenzione.Abu Hajer, dirigente dell'ISIS, era in effetti in contatti con l'imputato, ma l'avvocato difensore pone la questione se un personaggio importante di un'organizzazione terroristica possa essere iscritto a Facebook: a suo avviso, dietro quell'account potrebbe nascondersi chiunque. Nessuno ha mai trovato prove concrete o materiale che possa ricondurre alla fabbricazione di una bomba a casa di Osamah, mentre è stato rinvenuto materiale contro l'ex primo ministro iracheno. L'imputato, in effetti, aveva detto di star preparando un reportage contro il sistema di carcerazioni in Iraq, dove è scomparso suo fratello.I termini usati nelle chat in arabo, «fidanzato», «fratello» e «lavorare», non nascondono secondo la difesa nessun significato diverso da quello letterale. Per quanto concerne gli insulti agli svizzeri, Osamah si è già scusato e li imputa al malumore dettato dai dolori fisici causati dalla sua disabilità.Anche il difensore del secondo imputato, a cui danni sono stati chiesti sette anni e mezzo, replica che è sufficiente una pena pecuniaria. Il suo imputato ha fatto entrare clandestinamente in Svizzera dei connazionali, ma solo a scopo economico e non per organizzare atti terroristici.Oggi toccherà ai difensori degli altri due accusati, che hanno però un ruolo minore.
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