CRONACA
«Volete gli Accordi bilaterali, sì o no?»
Il presidente del PLR Müller chiede a Blocher di lanciare un'iniziativa per votare sui bilaterali, altri vogliono ancorarli alla Costituzione. Burkhalter ottimista sui rapporti con l'UE
BERNA - Applicare quanto deciso dal popolo il 9 febbraio 2014 è tutt'altro che semplice, anzi sta assumendo i contorni di un rebus di difficile risoluzione. Lo si sapeva, e il messaggio del Consiglio Federale emanato venerdì, in cui si parla di una clausola di salvaguardia unilaterale, continuando comunque a cercare un'intesa con l'UE, non convince i più.«Diciamo all’UE che con un po’ di pragmatismo e immaginazione, i problemi si possono risolvere a tappe. La firma del protocollo ci avvicina allo scopo di regolare meglio la gestione della migrazione in Svizzera preservando e sviluppando la via bilaterale», ha detto il ministro degli Esteri Didier Burkhalter alla stampa domenicale di oltre Gottardo. «Abbiamo firmato per mostrare che vogliamo veramente andare fino in fondo nella discussione su un accordo negoziato».Con RASA, ovvero la possibile votazione contro il 9 febbraio, ancora pendente, altri invocano che il popolo torni alle urne. Clamorosa la richiesta che il presidente del PLR nazionale, Philipp Müller, ha indirizzato a Cristoph Blocher e all'UDC attraverso le pagine del Schweiz am Sonntag: «Chiedo a Christoph Blocher di lanciare un’iniziativa per disdire gli Accordi sulla libera circolazione delle persone. Così le carte saranno finalmente in tavola e non dovremo più discutere se l’iniziativa sull’immigrazione di massa rappresenta o meno un pericolo per i Bilaterali. Abbiamo bisogno di un temporale purificatore». La domanda da porre, a suo avviso, alle urne, è semplice: volete gli Accordi bilaterali? Due le risposte possibili: sì o no. Così si potrebbe uscire dall'impasse, perché secondo lui la clausola unilaterale non è la soluzione.Il presidente del PBD Martin Landolt , la consigliera nazionale zurighese Kathy Ricklin e la capogruppo dei verdi liberali Tiana Moser chiedono invece di ancorare la via bilaterale nella Costituzione, tramite un controprogetto all’iniziativa RASA. Secondo loro, anche se per ora è solo un'idea in linea di principio, si potrebbe raggiungere una maggioranza.
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