CRONACA
Preferenza indigena e flessibilità, ecco la soluzione ticinese per il 9 febbraio
Presentato questa mattina a Berna il modello elaborato da Ambühl. È un sistema che tiene conto dei fontalieri e si adatta alle specificità regionali
BERNA - Pochi giorni dopo il messaggio del Consiglio Federale per applicare il 9 febbraio, arriva il modello ticinese, il cosiddetto "bottom up". Preferenza indigena e non contingenti per i frontalieri, e freno all'immigrazione se essa è eccessiva, il tutto secondo parametri ben definiti e restrittivi. Viene definito "bottom up" così poiché mira a «adottare delle misure al livello più basso possibile, ossia laddove le stesse sono meno invadenti, prima di salire al livello superiore», si legge nel testo. Misure, comunque, che tengano conto delle specificità dei diversi territori. «L’approccio "bottom up" permette di adottare delle misure molto mirate. L’utilizzo di indicatori socio-economici precisi combinato allo strumento della deviazione dalla media permette di definire in modo oggettivo e depoliticizzato le situazioni difficili che giustificherebbero misure eccezionali».Il modello, elaborato su richiesta del Consiglio di Stato ticinese dal professor
Michael Ambühl
(nella foto), comprende misure interne ed esterne. Oltre all'immigrazione, tiene conto anche del tema frontalieri, ben poco toccato dal messaggio del Consiglio Federale, e dunque meglio si adatterebbe a situazioni come quella ticinese. «L'iniziativa contro l’immigrazione di massa va applicata tenendo conto dei problemi e delle specificità delle diverse regioni del nostro Paese. La libera circolazione delle persone non ha gli stessi effetti in tutti i Cantoni», ha detto il presidente del Consiglio di Stato ticinese
Norman Gobbi
, presente alla conferenza stampa assieme ad una delegazione della Deputazione ticinese alle camere federali, presieduta da Giovanni Merlini (Consigliere nazionale PLR), ad Ambühl e al collega di Governo
Christian Vitta
.Quest'ultimo ha parlato di un modello intelligente, flessibile, l'unico al momento che possa essere accettato dall'UE. Secondo Ambühl, infatti, non lede i principi della libera circolazione. «In alcuni casi molto eccezionali, definiti tramite indicatori socio-economici precisi, sarebbe possibile adottare diversi tipi di misure, limitate nel loro campo di applicazione e nella loro durata. In assenza di una situazione eccezionale, il principio della libera circolazione delle persone sarebbe applicato così come effettuato fino ad oggi», si legge ancora nel testo che riassume il modello. I parametri presi in considerazione, ha sottolineato Ambühl, sono restrittivi. Infatti, prosegue il testo, «sono stati adottati i seguenti indicatori di riferimento: il tasso di migrazione netta, il tasso di lavoratori frontalieri sulla popolazione attiva, il tasso di disoccupazione e il livello dei salari. La deviazione di un valore dalla media è calcolata in deviazioni standard. A ogni livello, il tipo di intervento è determinato dal grado di eccezionalità della situazione. Tutte le misure necessitano innanzitutto (“precondizione”) di una situazione migratoria eccezionale (tasso di migrazione netta e tasso di lavoratori frontalieri fortemente superiori alla media». I frontalieri vengono definiti come «residenti generalmente in paesi caratterizzati da costo della vita inferiore e dinamiche economiche meno favorevoli, possono generare degli effetti sul mercato del lavoro più marcati rispetto ai migranti residenti». Le misure esterne che li riguardano sarebbero l'applicazione della preferenza indigena e non dei contingenti, un sistema più gestibile. Per quanto concerne l'immigrazione tout court, si parla di un freno ad essa. Le misure interne non sono di competenza dello studio in questione.Anche
Giovanni Merlini
si è detto, come Vitta, convinto che il modello potrà piacere. Solleverà di certo l'attenzione a Berna ed anche a livello europeo.Chissà, dunque, che una buona soluzione all'annoso problema dell'applicazione del 9 febbraio non possa arrivare proprio dal Ticino, il cantone decisivo per l0esito della votazione, una delle regioni che più sono colpite dagli effetti negativi soprattutto del frontalierato.
In Vetrina

IN VETRINA

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
IN VETRINA

A San Bernardino gastronomia... sotto le stelle. Torna la rassegna Alpine Gourmet

02 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Trova le differenze: FLP lancia una campagna sul rispetto a bordo

24 GIUGNO 2026
IN VETRINA

OCST-Docenti alza la voce: “Servono investimenti e rispetto”

22 GIUGNO 2026
IN VETRINA

La Fontana nel calice: territorio, storie, accoglienza

08 GIUGNO 2026