, del Consultorio giuridico Donna e Lavoro. «È denigratorio e non va bene. In generale già si confonde una giornata che serve a commemorare la condizione femminile con una festa divenuta commerciale, dunque non mi vanno bene menù e tutto quello che vi ruota attorno perché non è una serata di festeggiamenti. Questo poi, è di cattivo gusto. Non basta massacrare l'immagine della donna per 364 giorni l'anno, lo si fa anche oggi che dovrebbe essere evidenziata. Ai gerenti direi che è di pessimo gusto, e spero che nessuno vada a mangiare questo menù, in particolare che non ci vadano le donne».Jardini Croci-Torti non ammette tutto ciò che è commerciale, a partire dagli spogliarelli maschili che caratterizzano i locali questa sera. «Sono contraria. Secondo me dovrebbe tornare ad essere una giornata per ricordare perché l'8 marzo serve ancora: perché abbiamo il 20% di disparità salariale, perché molte donne muoiono picchiate dai mariti, perché le ragazze fanno più fatica dei ragazzi». Cercando un lato positivo, si ha parità anche nella "mercificazione" del corpo, dato che solitamente è l'uomo a farlo con la donna... . «Quello è vero, però non è il senso della giornata. Non è che andando allo spogliarello saremo picchiate meno, avremo i nostri diritti e saremo pagate di più, è un po' un'illusione, e c'è magari chi viene picchiata perché ci è andata». Non ha gradito il menù neppure il presidente di Gastroticino