LUGANO - Un "raddoppio" indigesto. Raoul Ghisletta, presidente della sezione PS di Lugano, ci ricasca. Alle nazionali aveva chiesto di raddoppiare sé stesso, ora lo chiede a favore della municipale uscente Cristina Zanini Barzaghi.La sua lettera ha fatto indispettire diversi esponenti del partito. Prima di tutto, alle comunali non si può raddoppiare nessuno, come invece era possibile alle nazionali. Una formulazione maldestra, come ha detto al Corriere del Ticino Martino Rossi.Che ribadisce come quella socialista è «una lista forte che è frutto di un’ampia intesa e che ha candidati interessanti, che contribuiranno al miglior risultato possibile e assicureranno la rielezione di Zanini Barzaghi. Il presidente, che ha agito motu proprio, avrebbe dovuto ricordare solo questo. Il resto può invece apparire come un segno di debolezza per un candidato che debole non è». Nessun dubbio, quindi: la capolista è la municipale uscente.Concetto ribadito più volte, nonostante un'altra candidatura "forte", quella di Jacques Ducry. Lo stesso Ducry ha sempre affermato di essersi messo a disposizione per tentare di conquistare il secondo seggio, non per insidiare Zanini Barzaghi, che merita la riconferma. La lettera di Ghisletta, che il vicepresidente di sezione Carlo Zoppi vuol relativizzare, fa sorgere qualche interrogativo. Normalmente, la conferma di un uscente è il primo obiettivo di qualsiasi lista, perché un presidente di sezione sente la necessità d ribadirlo? La candidatura di Ducry, probabilmente, non lascia tranquilli sulla rielezione di Zanini Barzaghi, o il candidato indipendente, nonostante le affermazioni, punta a qualcosa in più?