CRONACA
La destra fa vacillare la Merkel
Le regionali erano di fatto un referendum sulla politica dell'accoglienza ai rifugiati della Cancelliera. Ottimi i risultati di Alternative für Deutschland. Ed ora?
BERLINO - Domenica amara per Angela Merkel, che alle elezioni regionali vede entrare l'estrema desta nei parlamenti dei tre Länder in cui si è votato, in due casi addirittura con risultati migliori rispetto a quelli della sua CdU.Per la prima volta, alle elezioni si presentava un partito più di destra, anche se si definisce "non estrema", rispetto a quello della Cancelliera, ovvero l’Alternative für Deutschland. E, dopo la politica dell'accoglienza ai profughi, messa in discussione con forza dopo i fatti di Colonia, la tornata elettorale ha preso l'aspetto di un referendum sull'immigrazione. Che Angela Merkel perde. Il risultato più clamoroso è certamente il 24% conquistato da AfD in Sassonia-Anhalt, una delle regioni più povere dove il tema dei rifugiati, unito ad una disoccupazione alta, era particolarmente sentito. La conferma di Rainer Haselhoff, col suo 30%, è dunque amara.In Baden-Wuerttemberg i Verdi, eletti cinque anni fa sull'onda emotiva di Fukushima, si confermano ed anzi sono ora il primo partito, e in Renania la CdU è sconfitta dalla SdP. Grande frammentazione, dunque, con partiti che fanno bene in un Länder e poi affondano in un altro, rendendo spesso difficile la governabilità e la creazione di coalizioni. Ciò che è innegabile è l'ascesa della destra, di Alternative für Deutschland che al momento giusto ha saputo trasformarsi da partito anti-euro a partito anti-immigranti e raccoglie consensi da tutti i partiti, facendo suoi i voti dei movimenti neonazisti dei tempi. Pur definendosi non xenofobi, come spesso accade coi movimenti di destra, hanno saputo attirare gli elettori che vogliono andare contro il sistema e, in particolare, contro l'apertura ai migranti. A est hanno avuto un largo consenso tra i disoccupati, gli operai non specializzati ed anche molti nostalgici della RDT, mentre a ovest si sono presi la piccola borghesia identitaria e nazionalista. Un partito, quello guidato da una giovane, Frauke Petry, che non nasconde qualche velato e nostalgico richiamo nazista e che ha raccolto i voti di coloro che solitamente non andavano alle urne (la partecipazione è salita del 10%) e di chi ritiene la Merkel ormai troppo "a sinistra". Ovviamente, è presto e sarebbe assurdo suonare il de profundis per la Cancelliera, dato che si deve votare in altri Länder e che le elezioni politiche sono lontane: gli analisti affermano che, trovando una soluzione accettabile al tema forte dei rifugiati, la Merkel non dovrebbe avere problemi ad essere riconfermata. Intanto, il presente parla di un vertice sull'argomento voluto proprio dalla Merkel, dove puntava a seguire l'Europa a seguirla su una politica ora bocciata dal suo stesso popolo. La Germania si diceva anche aperta a far entrare la Turchia nell'UE, altro fronte su cui il voto potrà avere un peso. In Europa, cosa succederà? L'onda anti-immigrazione, con chiusura delle frontiere, proteste e destre che avanzavano, era già una realtà, ed ora ha coinvolto anche il Paese che a lungo, forte della sua posizione economica di preminenza (ma all'est la Merkel paga anche la diffusa disoccupazione), e rischia di metterne a rischio la leadership.
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