Quanti, ancora oggi, dovendo raggiungere una qualsiasi meta in città con la loro auto, si ritrovano ad imprecare per aver imboccato la strada sbagliata? Innegabilmente la viabilità a Lugano, con il nuovo Piano della viabilità del Polo luganese (PVP), introdotto nel 2012 con l’apertura della Vedeggio-Cassarate, è più “complicata” di prima. Eppure i dati parlano chiaro, il traffico – ad esclusione di alcuni tratti problematici – è generalmente più fluido di prima, e gli sforzi fatti con i parking ride alle porte della città hanno contribuito ad accrescere l’utilizzo dei mezzi pubblici. La TPL in un paio d’anni, escludendo dal calcolo la funicolare e il funibus, ha visto incrementare del 10 percento gli utenti. Il sindaco Borradori ha seguito lo sviluppo del cantiere della mobilità nel Luganese già a partire dagli anni ’90, quanto si trovava alla testa del Dipartimento del territorio, ed ora si ritrova a dover gestire le problematiche ancora esistenti.A suscitare più malumori è la viabilità del centro cittadino, in particolare con il mancato sbocco di Via Magatti e Via della Posta sul Lungolago: dopo la petizione consegnata l’anno scorso alle autorità, ora un gruppo di consiglieri comunali si è fatto avanti con la proposta, formalizzata in una mozione, di rivedere la viabilità nel centro città. A confronto due visioni, fra chi vorrebbe un centro maggiormente pedonalizzato e chi invece reputa che in buona sostanza le lancette dell’orologio vadano portate indietro. E ovviamente nella discussione non manca la saga dell’arredo urbano, portato avanti dall’intero Municipio ma per il quale alcuni hanno puntato il dito in particolar modo contro Cristina Zanini Barzaghi.