CRONACA
Un traffico di discussioni
L'analisi della situazione: a quasi 4 anni dall'apertura della Vedeggio-Cassarate, la nuova viabilità del polo luganese continua a far discutere
Quanti, ancora oggi, dovendo raggiungere una qualsiasi meta in città con la loro auto, si ritrovano ad imprecare per aver imboccato la strada sbagliata? Innegabilmente la viabilità a Lugano, con il nuovo Piano della viabilità del Polo luganese (PVP), introdotto nel 2012 con l’apertura della Vedeggio-Cassarate, è più “complicata” di prima. Eppure i dati parlano chiaro, il traffico – ad esclusione di alcuni tratti problematici – è generalmente più fluido di prima, e gli sforzi fatti con i parking ride alle porte della città hanno contribuito ad accrescere l’utilizzo dei mezzi pubblici. La TPL in un paio d’anni, escludendo dal calcolo la funicolare e il funibus, ha visto incrementare del 10 percento gli utenti. Il sindaco Borradori ha seguito lo sviluppo del cantiere della mobilità nel Luganese già a partire dagli anni ’90, quanto si trovava alla testa del Dipartimento del territorio, ed ora si ritrova a dover gestire le problematiche ancora esistenti.A suscitare più malumori è la viabilità del centro cittadino, in particolare con il mancato sbocco di Via Magatti e Via della Posta sul Lungolago: dopo la petizione consegnata l’anno scorso alle autorità, ora un gruppo di consiglieri comunali si è fatto avanti con la proposta, formalizzata in una mozione, di rivedere la viabilità nel centro città. A confronto due visioni, fra chi vorrebbe un centro maggiormente pedonalizzato e chi invece reputa che in buona sostanza le lancette dell’orologio vadano portate indietro. E ovviamente nella discussione non manca la saga dell’arredo urbano, portato avanti dall’intero Municipio ma per il quale alcuni hanno puntato il dito in particolar modo contro Cristina Zanini Barzaghi.
Il ritorno della funicolare
In attesa delle discussioni sul centro, durante l’anno la città tornerà ad avere la sua amata funicolare, dopo due anni di “funibus”, che dal centro ci porterà alla rinnovata stazione, pronta ad accogliere l’arrivo di Alptransit. Sul tavolo del Municipio inoltre la volontà di potenziare il trasporto pubblico anche nei quartieri discosti.
Nuovi cantieri
Sempre sul fronte della viabilità si attende il ricorso sul referendum sul “Programma di agglomerato del Luganese di seconda generazione”, meglio noto come PAL2. In concreto una nuova fase, che prevede la realizzazione di una rete di tram, propone la riorganizzazione della viabilità stradale in funzione delle necessità di risanamento degli insediamenti e dell'ottimizzazione della accessibilità (Basso Vedeggio, Basso Malcantone, Cornaredo, Pian Scairolo) e infine conferma la necessità di realizzare una rete ciclabile regionale. I tribunali sanciranno se i luganesi dovranno esprimersi sulla tranche a carico della città dei 650 milioni di investimenti previsti.
Articolo tratto da TicinoLibero Paper
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