LUGANO - Martino Rossi, capogruppo PS in Consiglio Comunale, che non si ricandida per la prossima legislatura, ha proposto un'interessante lettura interna dei socialisti luganesi, dai tempi dell'aggregazione ad oggi. La legislatura migliore? L'ultima, nonostante il sindacato e la maggioranza leghista, anzi Michele Foletti è stato una piacevole sorpresa.Al Corriere del Ticino, ha spiegato che nel 2004 in casa PS vi erano tre fenomeni sovrapposti: la convivenza fra ex PSA e ex PST, oltre a coloro che venivano dai comuni aggregati, quelli che chiama "topi di campagna", e quelli della Città di Lugano, i "topi di città". Infine, una particolarità tutta luganese, «con il PLR e il suo re Giorgio Giudici che mantenevano sempre l’egemonia sulla politica luganese nonostante non avessero più la maggioranza assoluta nell’Esecutivo».Nel 2004, secondo Rossi, i provenienti dal PSA, tra cui lui, hanno cercato di «dare un impulso di combattività, motivo per cui se una proposta municipale non ci piaceva lo dicevamo apertamente in commissione e in aula» e nonostante le «razioni furiose soprattutto dal PLR e in parte dal PPD", dal 2005 si è instaurata una dialettica migliore. Però, il PS nelle elezioni successive perde consensi, complice la non candidatura di Giovanni Cansani. «La legislatura 2008-2013 a mio giudizio si è poi rivelata, fra quelle che ho vissuto io, la peggiore per la Città. Se in quella precedente Cansani in Municipio riusciva un po’ a tenere a bada Giorgio Giudici e Giuliano Bignasca, anche in virtù dell’amicizia personale che forse ha portato pure a un’eccessiva indulgenza nel non contrastare i due, con la sua uscita di scena le cose sono cambiate. Sono cresciute sia l’arroganza sia l’egemonia di Giudici e Bignasca», non usa mezzi termini Rossi, non risparmiando dunque neppure lo storico Municipale socialista.Un grande successo il PS l'ha però ottenuto a quei tempi, evitando «una saldatura tra il centro destra liberale e la destra leghista». E anche se la maggioranza è leghista, l'ultima legislatura breve, cominciata nel 2013, è stata caratterizzata da «una maggiore indipendenza del Consiglio comunale rispetto all’Esecutivo e da una notevole flessibilità del Municipio rispetto alle richieste diverse dalle sue», oltre che da «una dialettica sana». Martino Rossi, tre anni fa, aveva preparato, quale membro della Commissione cerca, una lista forte per il Municipio: Nenad Stojanovic, «esponente dell’ala dura e pura», assieme all'ex Consigliera di Stato Patrizia Pesenti. Ma le critiche hanno fatto desistere subito quest'ultima, una situazione per certi versi simile a quella che si sta creando ora, con la contrapposizione Zanini Barzaghi - Ducry. «La reazione del presidente sezionale Raoul Ghisletta (che ha invitato i sostenitori con una lettera a "doppiare" l'uscente, ndr), il quale non ha mai nascosto i suoi dubbi sulla candidatura di Ducry, è forse un po’ conservatrice, secondo il vecchio schema di far quadrato attorno agli uscenti. Anch’io sostengo l’uscente Cristina Zanini Barzaghi, persona di poche parole ma concreta e molto presente nei quartieri, tuttavia ciò non m’impedisce di vedere anche un obiettivo d’area. Il mio auspicio è che siano eletti entrambi». Rossi afferma che Ghisletta tema che un'eventuale estromissione di Zanini Barzaghi per mano di Ducry possa sconvolgere gli equilibri interni al PS. «Eppure rimango convinto che oggi la sinistra, per accrescere la sua capacità d’incidere sulle scelte politiche, debba saper proporre all’elettorato un discorso d’area».