BELLINZONA - Ticino maglia nera, anche se non tutto è da buttare. È ciò che emerge riguardo la competitività dei Cantoni secondo uno studio dell’Osservatorio delle politiche economiche dell’Università della Svizzera Italiana (O-Pol), unità di ricerca e formazione dell’Istituto di Ricerche Economiche (IRE), dal titolo «Competitività economica 2015». Il nostro Cantone risulterebbe ultimo in una classifica che vede prevalere Basilea Città, Zugo e Nidvaldo, a farci compagna nei bassi fondi Glarona, Turgovia e Berna.Per costruire l'indice di competitività cantonale (ICC) si tiene conto di numerosi indicatori, in un modello piramidale, partendo dalla qualità della vita.A determinare lo scarso risultato del Ticino sono, come spiega Paolo Malfitano, ricercatore dell’IRE nella sezione dell’Osservatorio della politiche economiche, sono soprattutto tre fattori. Prima di tutto, il tasso di occupazione che è uno dei più bassi di tutta la Svizzera, in secondo luogo i salari bassi, in particolare in alcuni settori. Gioca un ruolo anche l'età media della popolazione, con molti anziani e poche nascite.Non ci sono però, come detto, solo lati negativi. In Ticino la qualità di vita, calcolata in base al PIL pro capite è buona: questo perché la vita costa sostanzialmente meno che in altri Cantoni. Si creano molte nuove imprese e c'è una forte apertura al commercio internazionale, con import e export. Lo studio indica anche i settori che più degli altri sono cresciuti. Fra di essi si segnalano la moda e l'industria farmaceutica, per contro perdono terreno e dunque importanza finanza, turismo e industria di precisione.