BERNA - Una stretta di mano, o meglio, una mancata stretta di mano, che fa discutere. A Therwil, nel Cantone di Basilea Campagna, è tradizione per gli allievi delle scuole dare la mano al proprio maestro alla fine delle lezioni. Due ragazzi siriani però si sono rifiutati di farlo con la loro maestra, perché secondo la religione musulmana che osservano non possono toccare nessuna donna che non sia la moglie.Il caso ha suscitato polemiche sul tema dell'integrazione, ed anche molti dubbi fra le autorità scolastiche, che non sapevano come affrontare una situazione mai vista prima, anche se qualcuno afferma che ormai da 20-30 anni qualche giovane non dà la mano all'insegnante donna. Al momento, si è deciso di abolire la stretta di mano.Simonetta Sommaruga, in una trasmissione sulla SRF, è sbottata, delusa. «Non è così che mi immagino l’integrazione. Non nego che nella convivenza ci siano anche questioni difficili, ma che un bambino rifiuti di stringere la mano alla sua maestra, no, così non va!», ha detto la consigliera federale, affermando che non c'entra neppure la libertà di religione. In Ticino non si sono mai verificati casi del genere, e il direttore del DECS, Manuele Bertoli, interpellato dal Corriere del Ticino, spera che «non si debba arrivare al punto di dover codificare le strette di mano». La stretta di mano, ha proseguito, è una tradizione del Canton Basilea Campagna, e rifiutarla «è inaccettabile, in particolare dal punto di vista della parità di trattamento fra uomini e donne. Ma se questi alunni hanno agito così perché provengono da una famiglia rigidamente religiosa o per neointegralismo, il problema non sta tanto nel dare o nel non dare la mano, quanto piuttosto nel fatto che, diventando adulti, andranno incontro a una difficile integrazione nella società. Si tratta di far capire ai ragazzi e ai genitori, attraverso il dialogo, che trincerandosi dietro certe modalità più o meno derivanti da precetti religiosi il futuro sarà molto difficile».