BERNA - Le misure in caso di emergenza non bastano: la Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) vuole sapere se esiste la possibilità di fissare un tetto massimo per i migranti che entrano in Svizzera.Sul tema nella casella postale dell'Esecutivo federale sono arrivate due missive, una delle quali riguarda anche il Ticino, essendo firmata da Norman Gobbi, oltre che dagli omologhi ministri responsabili della sicurezza di Grigioni (Christian Rathgeb) e Vallese (Oskar Freysinger), ovvero i tre cantoni che confinano con la Penisola. I tre allertano sulle cifre di asilanti in arrivo in Italia, per cui l'unica porta aperta, vista la situazione internazionale, è quella per la Svizzera. «Bisogna essere coscienti che non si può, se vera emergenza è, continuare ad assorbire migranti sul nostro territorio, dal punto di vista dell’accoglienza, così come dal punto di vista delle infrastrutture», ha detto Gobbi al Corriere del Ticino.Nell'altra missiva, a firma del consigliere di Stato bernese Hans-Jürg Käser, si invita la Confederazione a prendere tutte le misure necessarie per limitare l'accesso di migranti. Pur contenta del piano d'emergenza, infatti la CDDGP, per conto della quale è scritta la lettera, ritiene che ci sia un punto che non è stato affrontato nel dibattito: «il piano d’emergenza non contiene misure volte al controllo e eventualmente anche alla limitazione del numero dei richiedenti l’asilo».I Cantoni vorrebbero in particolare sapere che cosa intenderebbe fare la Svizzera se gli Stati vicini introducessero delle chiusure alle frontiere o dei tetti massimi, e se inserire questi ultimi sarebbe compatibile con la legge sull’asilo e con la convenzione di Ginevra sui rifugiati.