CRONACA
Domenica di destra: trionfa in Austria, avanza in Serbia
In Austria si impone Hofer, che aveva permesso di sfiduciare il governo se non adotterà misure più restrittive sui migranti. In Serbia gran risultato del premier conservatore Vucic, ma la destra ritorna in Parlamento
VIENNA/BELGRADO - L'estrema destra continua ad avanzare in Europa: vince in Austria, avanza e torna in Parlamento in Serbia.In Austria le elezioni del weekend assumevano il sapore di un voto sulla migrazione, un po' come successo qualche tempo fa in Germania (anche se nei giorni scorsi Obama ha detto di appoggiare totalmente la politica della Merkel in materia). Norbert Hofer, colui che ama andare in giro con una pistola in tasca, e il suo Partito della Libertà (FPOE) si proponevano infatti come forza antimigranti, con il proposito di sfiduciare, una volta presidente, il Governo se non adotterà misure più restrittive sul tema.E ha fatto il boom, ottenendo oltre il 35% dei consensi e profilandosi nettamente come il più votato. Dietro di lui, è fermo a poco più del 20% il verde Alexander van der Bellen, che lo sfiderà al ballottaggio. E le forze tradizionali? Pagano, come detto, la questione delle migrazione, ed anche probabilmente una certa disaffezione degli elettori. Fatto sta che il socialista Rudolf Hundstorfer ed il popolare Andreas Khol sono rimasti fermi all'11%, decretando il declino della coalizione alla guida del paese sin dal secondo dopoguerra. Per la FPOE, è il miglior risultato di sempre, e per i suoi leader è solo il punto di partenza, mentre la destra di tutta Europa esulta e saluta con gioia il risultato.Per contro, in Serbia il premier uscente Aleksandar Vucic stravince con oltre il 56% delle preferenze. Il Partito del progresso serbo, di orientamento conservatore moderato, intende proseguire sulla via dell'integrazione del paese nell'UE. Non fa il botto ma avanza anche in questo caso l'estrema destra, pur attestandosi come terzo partito, dietro pure il partito socialista. Ad ogni modo, l'antieuropeista, filorusso e ultranazionalista Vojislav Seselj, recentemente assolto dalle accuse di crimini di guerra al Tribunale penale internazionale dell’Aja, rientra in Parlamento dopo otto anni. Seselj aveva incitato il popolo serbo a votarlo leggendo le elezioni come un referendum fra la politica vicina all'UE del premier Vucic e una che mira a contrastarla, forte dell'amicizia fra Serbia e Russia. Ha vinto Vucic, apprezzato a livello europeo, ma con un passato nell'estrema destra, sebbene anche Seselj possa esultare.La destra, quindi, si prende l'Austria e fa passi avanti, seppur minori di quanto sperava alla viglia, in Serbia: un trend che si è visto altre volte in Europa di recente, basti pensare alla Germania, e che ha nell'emergenza migranti il suo fulcro.
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