CRONACA
Tocca a Rösti e Pfister. UDC e PPD, nessuna sorpresa
Il nuovo presidente democentrista parla di indipendenza, libertà e sicurezza, mentre Filippo Lombardi ritiene che con Pfister il PPD nazionale sarà più vicino al Ticino
LANGENTHAL/WINTERTHUR - Due nuovi presidenti per due partiti svizzeri. Nessuna sorpresa, e d'altronde nessuno se ne attendeva, per UDC e PPD, che hanno scelto come presidenti rispettivamente Albert Rösti e Gerhard Pfister (nella foto).Rösti, che è alla sua seconda legislatura come Consigliere Nazionale, ha 48 anni ed è un agronomo. Non ha dubbi su quale via dovrà seguire l'UDC, che proseguirà la sua politica di destra: le priorità sono l'indipendenza, la libertà e la sicurezza della Svizzera. I tre vicepresidenti saranno il confermato Oskar Freysinger, il candidato al Consiglio Federale e Consigliere nazionale Thomas Aeschi e Céline Amaudruz. I delegati hanno deciso anche di abolire la sezione femminile del partito.La prima grande sfida di Rösti sarà la votazione concernente la legge sull'asilo, che i delegati hanno consigliato di respingere all'unanimità (larghissima maggioranza, 484 voti contro 5, a favore "Per un equo finanziamento dei trasporti").Un Consigliere Nazionale (dal 2003) anche per il PPD: Gerard Pfister è stato eletto con 340 voti su 352 schede valide. 53enne, si situa nell'ala destra del partito. A sorpresa, i delegati hanno votato a favore della Legge d’applicazione sulla medicina della procreazione in votazione il prossimo 5 giugno. Filippo Lombardi, membro della commissione cerca e a sua volta nella direzione del partito quale capogruppo alle Camere, è contento dell'elezione di Pfister. «Penso che su alcuni temi legati in particolare ai valori fondamentali come quelli della vita, la questione della libertà di insegnamento, la complementarità tra Stato e iniziativa privata, Pfister sia abbastanza vicino alle posizioni del PPD ticinese».Un suo vantaggio, spiega Lombardi, è di «non essere stato parte della discussa operazione che nel 2007 vide la sostituzione di Christoph Blocher con Eveline Widmer Schlumpf in Consiglio federale, lasciando tracce abbastanza dolorose nell'elettorato, compreso quello del nostro cantone». Il PPD ticinese era a suo avviso un po' "ignorato", ora con un presidente di Zugo e "gottardista", crede che la situazione migliorerà e che la sezione cantonale avrà più responsabilità.
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