«Sì, sono d’accordo, in comitato centrale ho votato a favore dell’abolizione di questa sezione e con me altre donne presenti alla riunione. Ho sempre sostenuto e continuerò a farlo che sono contraria alle quote rosa nei diversi gremi, e così anche all’interno di un partito. Non è una decisione frutto del momento, ma di una decisione maturata nel tempo, tant’è che già l’ex presidente della sezione femminile propose in comitato la chiusura di tale sezione. Molti ritengono l’UDC un partito maschilista, ma credo invece che sia l’idea di considerare le donne come una “minoranza” da tutelare, la vera essenza del maschilismo. Non ho mai avuto la sensazione, né a livello cantonale né nazionale, di avere minore spazio rispetto ad un uomo, perché credo che siano ancora le proprie capacità e il proprio lavoro a differenziare una persona e non il proprio genere. Prova ne è che nel nostro partito diverse donne ricoprono ruoli chiave, infatti se una donna è valida, saprà emergere comunque».